Utilizzare cave dismesse per lo smaltimento dell’amianto. Creare un sistema di controllo diffuso ed elettronico che permetta di seguire e monitorare il tragitto e la giacenza dei rifiuti. Queste le chiavi della proposta di legge illustrata martedì 15 maggio dal presidente della Regione Lazio Renata Polverini e dal consigliere e presidente della Commissione speciale sicurezza e prevenzione degli infortuni sul lavoro Luigi Abate.

La proposta di legge che passerà ora al vaglio del Consiglio Regionale consiste nell’instaurare programmi d’intesa tra Amministrazione regionale e Comuni del territorio per pianificare interventi di smaltimento amianto nelle aree originariamente utilizzate per l’estrazione e ora dismesse. Sfruttare e recuperare delle parti di territorio altrimenti inutilizzabili con la creazione in superficie una volta ricoperto l’invaso, di aree verdi, impianti fotovoltaici, parchi, strutture sportive.

“Una proposta di legge che sintetizza esigenze tecniche, risorse ed esigenze del territorio laziale” – spiega il consigliere Luigi Abate sul proprio sito – “L’utilizzo di cave dismesse per smaltire l’amianto produrrà sia in termini ambientali, con il recupero paesaggistico del territorio, e creerà occupazione abbattendo i costi dello smaltimento di circa il 50 % rispetto ai costi attuali. Desidero sottolineare che l’amianto è dannoso per la nostra salute solo se aereo disperso mentre, una volta tumolato nelle cave è completamente innocuo. Il tema dei rifiuti tossici riguarda tutti noi e confido in un consenso trasversale quando il Consiglio regionale dovrà esprimere il proprio voto. L’amianto miete vittime silenziosamente ed un Paese civile non può esserne complice” .