Dai primi di luglio, per i produttori iniziali di rifiuti pericolosi, diviene operativo il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI), istituito con un Decreto del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

I destinatari della nuova normativa sono: le imprese e i produttori  con più di 50 dipendenti, i consorzi per il riciclaggio e il recupero di rifiuti particolari, che gestiscono i rifiuti per conto dei consorziati, per le imprese che raccolgono e trasportano rifiuti speciali, per i soggetti che recuperano e smaltiscono i rifiuti, commercianti e intermediari.

Il SISTRI è un sistema elettronico che, grazie alla tecnologia, ha l’obiettivo di tracciare l’intera filiera dei rifiuti speciali. Il sistema vuole semplificare le procedure e ridurre i costi sostenuti dalle imprese per lo smaltimento dei rifiuti. La sua gestione è affidata al Comando Carabinieri Tutela dell’Ambiente.

Come si legge in una nota del ministero :

I vantaggi per lo Stato, derivanti dall’applicazione del SISTRI, saranno quindi molteplici in termini di legalità, prevenzione, trasparenza, efficienza, semplificazione normativa, modernizzazione.

Benefici ricadranno anche sul sistema delle imprese. Una più corretta gestione dei rifiuti avrà, infatti, vantaggi sia in termini di riduzione del danno ambientale, sia di eliminazione di forme di concorrenza sleale tra imprese, con un impatto positivo per tutte quelle che, pur sopportando costi maggiori, operano nel rispetto delle regole.