La rimozione dell’amianto è un intervento obbligatorio per legge in tutti i casi in cui i materiali siano in cattivo stato di conservazione o esposti a rischio di rilascio di fibre nell’ambiente. A Roma e nel Lazio, dove ancora migliaia di edifici contengono coperture in cemento-amianto (Eternit), canne fumarie, serbatoi e tubazioni in fibra d’amianto, il tema è di grande attualità sia per i privati cittadini sia per le imprese.
In questa guida ti spieghiamo, in modo chiaro e operativo, chi è obbligato a rimuovere l’amianto, quali sono i costi medi nel 2026, l’iter da seguire con la ASL competente e i tempi tecnici per un intervento a regola d’arte.
Quando la rimozione dell’amianto è obbligatoria
Contrariamente a quanto si crede, l’amianto in sé non è sempre illegale. La normativa italiana (Legge 257/1992 e successivi decreti) vieta la produzione, commercializzazione e importazione dell’amianto, ma non ne impone la rimozione automatica se i materiali sono in buono stato di conservazione e non rilasciano fibre.
La rimozione diventa obbligatoria quando:
- I materiali risultano deteriorati, friabili, fessurati o con perdita di fibre
- Si effettuano lavori di ristrutturazione o demolizione che interferiscono con materiali contenenti amianto
- Si verifica una classificazione di rischio elevata in seguito a valutazione tecnica
- Esiste un’ordinanza specifica della ASL o del Comune
In tutti gli altri casi, il proprietario può scegliere tra rimozione, incapsulamento o confinamento, ma deve comunque adottare un programma di controllo e manutenzione per monitorare lo stato dei materiali nel tempo.
L’iter completo: dalla diagnosi alla certificazione finale
Una corretta rimozione dell’amianto a Roma segue un percorso ben preciso, che non può essere abbreviato senza esporsi a sanzioni e rischi sanitari.
1. Censimento e mappatura dei materiali contenenti amianto
Il primo passo è individuare con precisione dove si trovano i materiali contenenti amianto (MCA) nell’edificio o nell’area. Gruppo Alis effettua questa attività attraverso ispezioni visive, campionamenti e analisi di laboratorio per la determinazione della presenza di fibre d’amianto.
2. Valutazione dello stato di conservazione
Una volta identificati i materiali, si procede con la valutazione dello stato di conservazione secondo i criteri stabiliti dal D.M. 6 settembre 1994. Si attribuisce un indice di degrado che determina l’urgenza dell’intervento.
3. Redazione del Piano di Lavoro
Prima di qualunque intervento di rimozione, è obbligatorio presentare alla ASL competente un Piano di Lavoro (art. 256 del D.Lgs. 81/2008) che descrive nel dettaglio:
- Tipologia e quantità di materiale da rimuovere
- Misure di sicurezza per i lavoratori
- Dispositivi di protezione individuale (DPI) impiegati
- Modalità di confinamento dell’area
- Procedure di decontaminazione
- Trasporto e smaltimento in discarica autorizzata
Il Piano di Lavoro deve essere presentato almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori. La ASL ha facoltà di chiedere integrazioni o prescrizioni aggiuntive.
4. Esecuzione della rimozione
L’intervento di rimozione vero e proprio deve essere eseguito da imprese iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali (categoria 10A o 10B) e con personale formato secondo i requisiti del D.Lgs. 81/2008. Le tecniche di rimozione variano in base alla tipologia di materiale (compatto o friabile) e includono confinamento, umidificazione, smontaggio controllato e insacchettamento.
5. Trasporto e smaltimento
I rifiuti contenenti amianto (codice CER 17 06 05*) vengono trasportati con automezzi autorizzati ADR verso impianti di smaltimento dedicati. Per Roma e Lazio, i siti di smaltimento si trovano principalmente in altre regioni, il che incide sui tempi e i costi.
6. Restituzione dell’area e certificazione
A fine lavori, la ASL effettua una verifica visiva e, in alcuni casi, campionamenti dell’aria per certificare l’assenza di residui di amianto. Solo dopo questa certificazione l’area può essere restituita al normale utilizzo.
Costi della rimozione amianto a Roma nel 2026
Il costo della rimozione amianto varia significativamente in base a diversi fattori: tipologia di materiale, quantità, accessibilità del cantiere, urgenza dell’intervento, distanza dalla discarica autorizzata.
Ecco alcuni range di prezzo indicativi per il 2026 nel Lazio:
- Coperture in cemento-amianto (lastre Eternit): 18-35 €/m² circa per la sola rimozione, esclusi smaltimento e ripristino. Smaltimento aggiuntivo: 200-400 € per tonnellata.
- Canne fumarie in amianto: 600-1.500 € a canna fumaria singola
- Pavimenti vinilici con amianto: 25-45 €/m²
- Tubazioni in fibra di amianto: 30-80 €/metro lineare
- Serbatoi e cisterne in cemento-amianto: preventivo dedicato
I costi possono ridursi significativamente se l’intervento è incluso in un progetto più ampio (ad esempio rifacimento del tetto con pannelli fotovoltaici) o se si accede a incentivi fiscali.
Incentivi e detrazioni per la rimozione amianto
Nel 2026 sono ancora disponibili diverse forme di agevolazione:
- Bando ISI INAIL 2025/2026: contributi a fondo perduto fino al 65% delle spese, con scadenza 28 maggio 2026. L’Asse 3 è dedicato specificamente alla bonifica da materiali contenenti amianto.
- Bonus ristrutturazione: detrazione fiscale del 36% (importi e percentuali aggiornati al 2026) per i lavori di rimozione amianto in edifici residenziali, da spalmare in 10 anni.
- Eco-bonus: se la rimozione è abbinata a interventi di efficientamento energetico (ad esempio coibentazione del nuovo tetto), si può accedere a detrazioni più alte.
- Contributi regionali del Lazio: la Regione attiva periodicamente bandi specifici per le bonifiche, soprattutto per gli edifici pubblici e produttivi.
Tempi medi di un intervento di rimozione
Un cantiere di rimozione amianto a Roma e Lazio richiede generalmente:
- 2-4 settimane per la fase di censimento, analisi e redazione del Piano di Lavoro
- 30 giorni di attesa per l’approvazione ASL del Piano di Lavoro
- 2-10 giorni lavorativi per la rimozione vera e propria (a seconda dell’entità)
- 1-2 settimane per il rilascio del certificato finale ASL
In totale, dalla decisione di intervenire alla restituzione dell’area completamente bonificata, si stimano 2-4 mesi, fortemente variabili in base alla complessità del cantiere e alla risposta della ASL competente.
I rischi del fai-da-te e delle ditte non qualificate
Provare a rimuovere l’amianto autonomamente o affidarsi a ditte non iscritte all’Albo Gestori Ambientali è vietato dalla legge e gravemente pericoloso. Le sanzioni previste includono:
- Sanzioni amministrative da 2.500 a 30.000 €
- Sanzioni penali (arresto fino a 6 mesi) in caso di esposizione di lavoratori o terzi
- Responsabilità civile e penale in caso di malattie professionali correlate
- Obbligo di rifacimento dell’intervento da parte di ditta qualificata
Inoltre, il rischio sanitario è enorme: l’amianto è una sostanza cancerogena di classe 1 secondo lo IARC, responsabile di mesotelioma pleurico, asbestosi, tumori polmonari e altre patologie gravi.
Come Gruppo Alis ti supporta nella bonifica amianto
Gruppo Alis affianca privati, condomini, aziende ed enti pubblici di Roma e del Lazio nella gestione completa della bonifica amianto. I nostri servizi includono:
- Censimento e mappatura dei materiali contenenti amianto, con campionamenti e analisi di laboratorio
- Valutazione dello stato di conservazione e indice di degrado
- Redazione del Piano di Lavoro da presentare alla ASL
- Coordinamento tecnico dell’intervento di rimozione con imprese qualificate
- Assistenza per l’accesso al Bando ISI INAIL e ad altre forme di incentivo
- Verifica finale e supporto certificazione ASL
Hai una copertura in Eternit o sospetti la presenza di amianto in un edificio? Contatta Gruppo Alis per un sopralluogo tecnico: ti aiutiamo a capire qual è la soluzione più adatta al tuo caso, con un preventivo trasparente e un piano operativo chiaro fin dal primo incontro.
FAQ — Rimozione amianto a Roma
È obbligatorio rimuovere il tetto in Eternit?
Non sempre. Se il materiale è in buono stato di conservazione, può essere mantenuto adottando un programma di controllo. Diventa obbligatorio rimuoverlo se è deteriorato, in caso di ristrutturazioni o per ordinanza specifica.
Quanto tempo serve per rimuovere un tetto in cemento-amianto?
Per una copertura standard di 100-150 m², la rimozione tecnica richiede 3-5 giorni lavorativi. Considerando i tempi burocratici (Piano di Lavoro + autorizzazione ASL), il processo completo dura 2-3 mesi.
Si può fare da soli per piccole quantità (microraccolta)?
In alcuni Comuni del Lazio è previsto un servizio di microraccolta per piccoli quantitativi domestici (lastre singole, pluviali, piccole canne fumarie). Bisogna però rivolgersi all’azienda municipalizzata competente: il fai-da-te integrale resta sempre vietato.
Quanto costa lo smaltimento finale dell’amianto rimosso?
Il costo medio è di 200-400 € a tonnellata, ma può salire fino a 600-800 € per amianti friabili o in condizioni particolari. La voce smaltimento incide spesso per il 30-40% del costo totale dell’intervento.
Posso ottenere il Bonus Ristrutturazione anche per la sola rimozione amianto?
Sì. La rimozione di amianto rientra negli interventi agevolabili con il Bonus Ristrutturazione 36-50% (verifica le aliquote aggiornate per il 2026), purché eseguita da impresa qualificata e con pagamento tracciato (bonifico parlante).



