Secondo le statistiche INAIL le malattie del rachide, altre malattie muscolo scheletriche e la sindrome tunnel carpale occupano, dopo la sordità da rumore, rispettivamente il secondo, il terzo e il quarto posto delle malattie professionali.
Ecco le cifre: 1895 casi riconosciuti, pari al 38,90 per cento del totale, per il primo posto; 796 casi, pari al 16.34 per cento, per il secondo; 672,13, pari al 80 per cento per il terzo e 373, 7 pari al 66 per cento per il quarto.
I disturbi muscolo scheletrici (DMS), fanno dunque la parte del leone tra le malattie professionali più frequenti (quasi il 38 per cento, contro il 9 per cento registrato nel 2000).

Le malattie muscolo-scheletriche sono state introdotte nelle tabelle INAIL del 2008 e sono i disturbi causati “da sollecitazioni biomeccaniche, a seguito di movimenti ripetuti e/o posture incongrue dell’arto superiore, del ginocchio e della colonna vertebrale”. Per tali patologie, si legge nelle tabelle,  “è previsto che la presunzione legale operi quando l’adibizione alle lavorazioni indicate avvenga in maniera non occasionale e/o prolungata”.

Al riguardo, secondo l’insegnamento della Corte di Cassazione, “l’adibizione alla lavorazione può ritenersi non occasionale quando costituisca una componente abituale e sistematica dell’attività professionale dell’assicurato e sia dunque intrinseca alle mansioni che lo stesso è tenuto a prestare”.

Accanto al requisito della non occasionalità, le previsioni tabellari richiedono che l’assicurato sia stato addetto alla lavorazione in maniera prolungata ossia “in modo duraturo, per un periodo di tempo sufficientemente idoneo a causare la patologia”.

Le principali direttive europee rilevanti per la prevenzione dei disturbi muscolo scheletrici sono qui sotto elencate:

  • La direttiva 89/391, che fornisce un quadro generale per l’identificazione e la prevenzione dei rischi;
  • la direttiva 89/654, che prevede le prescrizioni minime in materia di salute e sicurezza per i luoghi di lavoro, fra cui condizioni ergonomiche, illuminazione, temperatura e disposizione delle postazioni di lavoro;
  • la direttiva 89/655, che riguarda l’adeguatezza delle attrezzature di lavoro;
  • la direttiva 89/656, che riguarda l’adeguatezza delle attrezzature di protezione individuale durante il lavoro;
  • la direttiva 90/269, che riguarda l’identificazione e la prevenzione dei rischi legati alla movimentazione manuale dei carichi;
  • la direttiva 90/270, relativa alle prescrizioni minime in materia di sicurezza e di salute per le attività lavorative svolte su attrezzature munite di videoterminali;
  • la direttiva 93/104, che riguarda l’organizzazione dell’orario di lavoro;
  • la direttiva 98/37, che riguarda le macchine;
  • la direttiva 2002/44 sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (vibrazioni).

Fonte:quotidianosicurezza.it