*Il 2009  ha registrato, per la prima volta, una diminuzione degli infortuni dei lavoratori stranieri, dagli oltre 143mila casi del 2008 ai 119mila del 2009, con un calo del 17%. La flessione ha riguardato prevalentemente gli uomini (-20,3%), rispetto alle donne (-4,9%). I casi mortali sono diminuiti di 39 unità passando da 189 a 150.

Il calo si è verificato maggiormente nel comparto industriale, in particolare nei settori del manifatturiero notoriamente ad alta presenza di lavoratori stranieri, nei quali la crisi produttiva e occupazionale è stata più acuta.

Rumeni, marocchini e albanesi sono, nell’ordine, le comunità che ogni anno denunciano il maggior numero di incidenti, totalizzandone ben il 40%. Se si considerano, poi, i casi mortali la percentuale supera il 50%: in altri termini un deceduto di origine straniera su due, in Italia, proviene da una delle tre comunità.

E’ la prima volta nell’ultimo decennio – da quando, cioè, il fenomeno ha assunto una rilevanza statistica – che è stata registrata una flessione degli infortuni tra i lavoratori stranieri, sempre più presenti nel mercato del lavoro italiano – afferma Marco Sartori, presidente dell’Inail. Il calo è da attribuire, in parte, alla riduzione complessiva delle opportunità di lavoro che ha interessato tutta la popolazione del Paese  e, dunque, anche gli stranieri – colpiti, peraltro, da livelli di precarietà superiori agli italiani – ma, in parte anche consistente, al miglioramento delle loro condizioni per quanto riguarda prevenzione e sicurezza.

* fonte Inail