In occasione della chiusura della Campagna della coalizione OCEAN2012 che negli ultimi 5 anni ha riunito oltre 190 tra associazioni, istituti di ricerca e pescatori per seguire tutto il processo di Riforma Politica Comune della Pesca (PCP), alcune associazioni ambientaliste italiane e gruppi appartenenti alla coalizione, si sono riuniti a Roma insieme a una rappresentanza del Ministero delle Politiche Agricole.

All’incontro, svoltosi ieri a bordo della sede galleggiante di Marevivo, ha infatti partecipato  anche il nuovo Direttore Generale del Ministero delle Politiche Agricole (MiPAAF), Riccardo Rigillo, che si è confrontato con tutti i partecipanti, sul futuro e sulle priorità della pesca in Italia.

Alla vigilia del semestre di Presidenza italiana in Europa l’Italia avrà infatti un ruolo determinante nel definire le linee prioritarie da seguire  per garantire un’adeguata applicazione degli obiettivi ambiziosi previsti dalla PCP, primi fra tutti il recupero degli stock ittici ormai al collasso e la fine della pesca eccessiva.

“Oggi – ha detto Riccardo Rigillo – dobbiamo guardare alla pesca sempre più nell’ottica di una sostenibilità che permetta la conservazione delle risorse del Pianeta e garantisca un ritorno economico  nel  lungo periodo . Per questo sono necessarie azioni sinergiche e una governance globale. Il problema è di tutti e tutti dobbiamo risolverlo. In Italia il primo passo è il rispetto delle regole. Basta con la continua richiesta di eccezioni e deroghe.”

La coalizione ha ribadito la sua soddisfazione per la recente approvazione del nuovo Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP) che prevede un investimento  per il settore pesca di 6.5 miliardi di euro, fino al 2020.

“Un segnale importante da parte dell’Europa – dichiara Serena Maso, coordinatrice nazionale di OCEAN2012 – ma che sottolinea la responsabilità che ora grava sui singoli Stati Membri che dovranno decidere come utilizzare questi fondi. Se ben sfruttata, si tratta di una straordinaria opportunità per garantire un futuro a tutto il settore e ai suoi principali protagonisti, i pescatori, oggi segnati da una crisi profondissima, dalla quale sarà possibile uscire solo se la sostenibilità ambientale delle attività di pesca verrà assicurata, cosi come previsto dalla nuova PCP.  I dati e l’evidenza sono chiari: senza pesci e mari sani la pesca e tutto il settore che dipende da essa, sono destinati a finire molto presto”.

Durante la serata è stato ricordato che il in Italia lo stato di conservazione degli stock ittici è drammatico: nel Mediterraneo oltre l’80% degli stock è sovrasfruttato e di conseguenza anche le catture stanno progressivamente diminuendo. Si stima infatti che il mancato recupero degli stock ittici costituisca di fatto una perdita annuale di oltre €3 miliardi in termini di valore del potenziale di cattura sbarcato e la mancata creazione di circa 100.000 posti di lavoro in UE.

Tutte le ONG presenti hanno ribadito che “bisogna continuare a investire sulla pesca sostenibile e responsabile, sulla  ricerca e sulla raccolta di dati scientifici e  – punto fondamentale – sui controlli e la lotta all’illegalità”.

Un segno deciso e accolto con grande entusiasmo dalle associazioni ambientaliste è arrivato proprio ieri pomeriggio da Brussels, dal Commissario europeo alla Pesca Damanaki, che ha annunciato una proposta di Regolamento per il bando delle reti derivanti. Le cosiddette “spadare” o “reti della morte” sono appunto reti derivanti che se utilizzate illegalmente, come ancora spesso avviene in Italia, diventano dei veri muri della morte, capaci di catturare anche specie protette come i delfini.

“L’auspicio è che tutto il lavoro fatto in questi anni per approvare una riforma cosi ambiziosa venga efficacemente applicato negli Stati membri  e in primis in Italia, il Paese con la più grande flotta del Mediterraneo. La sostenibilità ambientale ed economica, investimenti sulla ricerca e una seria e capillare lotta all’illegalità sono l’unica strada percorribile per sperare in un futuro del settore. Un ringraziamento e un augurio va al nuovo Direttore Generale Riccardo Rigillo e a tutto lo staff del Ministro Martina, che avranno l’importante responsabilità di mettere in atto tutte le importanti misure e gli ambiziosi obiettivi previsti dalla nuova PCP”, conclude la coordinatrice nazionale di OCEAN2012 Serena Maso.

Al termine dell’incontro di ieri, a cui hanno partecipato anche Greenpeace e WWF, il Direttore Generale Rigillo ha espresso un parere favorevole alla creazione di un tavolo tra il ministero e le associazioni ambientaliste per monitorare con continuità lo stato del mare e cercare di affrontare insieme le maggiori criticità.

OCEAN2012 è una coalizione di oltre 190 organizzazioni unite dalla volontà di cambiare la politica per la pesca in Europa, al fine di ridurre la pesca eccessiva e porre fine a pratiche di pesca distruttive. www.ocean2012.eu

 I membri italiani di OCEAN2012 sono:
BOTTLENOSE DOLPHINE RESEARCH INSTITUTE; CISMAR (Centro Ittiogenico Sperimentale Marino);  CTS Ambiente; 5 TERRE ACADEMY;  GAS Pavia; GREEN LIFE; GRIS (Gruppo Ricercatori Italiani sugli Squali razze e chimere) della SIBM (Soc. italiana di biologia marina); FIPIA (Federazione Italiana Pesca in Apnea); FONDAZIONE CETACEA; LEGAMBIENTE; MAREVIVO; MEDSHARKS; POSIDONIA Project, OCEANUS onlus;  SLOW FOOD; STAZIONE ZOOLOGICA ANTON DOHRN di Napoli; TETHYS RESEARCH INSTITUTE