L’amianto è una fibra minerale che per decenni è stata ampiamente utilizzata nell’edilizia, nell’industria e in molti prodotti di uso quotidiano per le sue proprietà isolanti e resistenti al calore. Tuttavia, a partire dagli anni ‘80, è emersa in maniera evidente la correlazione tra esposizione ad amianto e sviluppo di tumori, soprattutto di tipo polmonare. Nel 2025, nonostante la messa al bando dell’amianto in Italia ormai da quasi 30 anni, il rischio amianto resta un tema attuale e prioritario per la salute pubblica e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
In questo articolo esploreremo il legame tra amianto e tumore, con dati aggiornati, sintomi, diagnosi, prevenzione e obblighi normativi per aziende e cittadini.
Che cos’è l’amianto e perché è pericoloso
L’amianto è un insieme di minerali naturali a struttura fibrosa, suddivisi in due gruppi principali: serpentini (crisotilo) e anfiboli (amosite, crocidolite, tremolite, actinolite e antofillite).
Le fibre di amianto sono microscopiche e, se disperse nell’aria, possono essere facilmente inalate senza che la persona se ne accorga.
Perché l’amianto è pericoloso?
Le fibre, una volta entrate nei polmoni, non vengono eliminate dall’organismo e si accumulano nei tessuti, generando infiammazione cronica che, dopo un periodo di latenza anche molto lungo (20-40 anni), può portare allo sviluppo di tumori e altre gravi patologie:
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Mesotelioma pleurico (tumore della pleura)
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Tumore del polmone
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Carcinoma laringeo e faringeo
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Asbestosi (fibrosi polmonare cronica)
Secondo l’ultimo rapporto ReNaM (Registro Nazionale dei Mesoteliomi) pubblicato nel 2024, in Italia vengono diagnosticati ogni anno oltre 1.600 nuovi casi di mesotelioma, e si stimano circa 4.000 decessi annuali correlati all’amianto.
Il legame tra amianto e tumore: dati aggiornati al 2025
Negli ultimi decenni, numerosi studi scientifici e epidemiologici hanno confermato la stretta correlazione tra esposizione ad amianto e tumori.
Il rischio di ammalarsi aumenta in proporzione all’intensità e alla durata dell’esposizione, ma casi di tumore sono stati registrati anche in persone esposte a bassi livelli o per brevi periodi.
Dati principali (2024-2025):
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Il mesotelioma pleurico rappresenta la forma tumorale più tipica correlata all’amianto: circa il 90% dei casi è riconducibile all’esposizione professionale o ambientale a fibre di amianto.
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Secondo l’INAIL, il 64% dei nuovi casi riguarda persone con più di 65 anni, ma si registrano casi anche in soggetti più giovani, esposti indirettamente (familiari di lavoratori, residenti vicino a ex stabilimenti industriali).
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L’incidenza resta elevata nelle regioni più industrializzate: Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e Veneto.
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Secondo stime OMS, entro il 2030 ci saranno ancora picchi di mortalità da amianto, a causa della lunga latenza della patologia.
Sintomi e diagnosi delle patologie da amianto
Uno dei problemi principali è che le patologie da amianto hanno sintomi aspecifici e spesso si manifestano quando la malattia è già in fase avanzata. Ecco perché la diagnosi precoce e la sorveglianza sanitaria sono fondamentali, soprattutto per chi ha lavorato o vive in contesti a rischio.
Principali sintomi:
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Tosse persistente e secca
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Dolore toracico
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Dispnea (mancanza di respiro)
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Perdita di peso inspiegata
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Affaticamento cronico
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Versamento pleurico (liquido nei polmoni)
La diagnosi si basa su esami strumentali (radiografie, TAC, biopsia), test di funzionalità respiratoria e sulla raccolta di una storia clinica dettagliata, con attenzione ai fattori di rischio lavorativi e ambientali.
Prevenzione e messa in sicurezza nel 2025
Cosa fare in caso di sospetto amianto
Nel 2025, le linee guida del Ministero della Salute e le normative europee sono estremamente rigorose: qualsiasi materiale sospetto deve essere analizzato da laboratori certificati e rimosso solo da aziende specializzate, iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.
Non tentare mai la rimozione autonoma!
Le fibre possono disperdersi facilmente e rappresentare un pericolo sia per chi effettua l’intervento, sia per chi vive o lavora nell’ambiente.
Le fasi fondamentali della prevenzione:
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Censimento e mappatura: individuazione dei siti e degli edifici che contengono materiali a rischio amianto.
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Analisi e monitoraggio: campionamento dell’aria e dei materiali per verificare la presenza di fibre di amianto.
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Valutazione del rischio: determinazione dell’urgenza degli interventi e priorità delle bonifiche.
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Bonifica: rimozione, incapsulamento o confinamento dell’amianto, esclusivamente da parte di aziende certificate.
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Sorveglianza sanitaria: visite e controlli periodici per i lavoratori ex-esposti.
Novità 2025:
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Digitalizzazione dei censimenti: utilizzo di piattaforme online per il monitoraggio costante delle situazioni a rischio (es. portale Gruppo Alis).
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Droni e sensori ambientali: utilizzo di droni per l’ispezione di siti industriali dismessi e sensori IoT per il monitoraggio in tempo reale delle fibre aerodisperse.
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Incentivi e bonus per le bonifiche: lo Stato ha previsto anche nel 2025 agevolazioni fiscali per chi effettua interventi di bonifica amianto.
Obblighi normativi e responsabilità per le aziende
Nel 2025, la normativa italiana sull’amianto si basa su:
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D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza): obbligo di valutazione del rischio amianto in tutti i luoghi di lavoro e predisposizione del piano di bonifica.
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Legge 257/1992: vieta estrazione, importazione, esportazione e utilizzo di amianto e prodotti contenenti amianto.
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D.M. 6 settembre 1994: linee guida tecniche per la valutazione e la gestione del rischio amianto.
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Registro degli esposti: obbligo di segnalazione e sorveglianza sanitaria per tutti i lavoratori esposti ad amianto.
Le sanzioni per mancato rispetto possono essere molto pesanti, con multe fino a 150.000 euro e responsabilità penale in caso di danni alla salute dei lavoratori o della collettività.
Il ruolo del Gruppo Alis nella prevenzione amianto
Gruppo Alis rappresenta un punto di riferimento nazionale nella consulenza e nella gestione dei rischi legati all’amianto. Grazie a team multidisciplinari, strumentazione d’avanguardia e procedure certificate, è possibile ottenere:
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Analisi e campionamenti rapidi e certificati
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Valutazione del rischio personalizzata
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Gestione delle pratiche burocratiche e supporto nella richiesta di incentivi
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Formazione e informazione per aziende e privati
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Piani di bonifica e messa in sicurezza conformi alle normative 2025
L’amianto è un killer silenzioso che può colpire a distanza di decenni. La prevenzione, la sorveglianza sanitaria e la bonifica professionale sono strumenti fondamentali per proteggere la salute e tutelare l’ambiente. Se hai dubbi sulla presenza di amianto nei tuoi ambienti di lavoro o residenziali, non rischiare: affidati solo a professionisti certificati.
Gruppo Alis è al tuo fianco per ogni esigenza: dalla consulenza alla gestione completa del rischio amianto.




