Young people at risk: how changes in work are affecting young Italians’ health and safety, è il titolo del rapporto pubblicato da Etui su occupazione giovanile e rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro, realizzato dall’istituto italiano Ires.

Il riporta i risultati di un sondaggio eseguito su 1.000 lavoratori tra i 15 ei 34 anni ed esamina le criticità riscontrate in Italia nella ricerca di un lavoro e le conseguenti condizioni di lavoro ottenute.

La crisi ha peggiorato una realtà già problematica per l’occupazione giovanile: a partire dal 2008 il tasso di occupazione dei giovani è situato al di sotto del 30% a fronte di una media UE per la stessa fascia di età che si situa oltre il 40% e il tasso di partecipazione degli italiani di età compresa tra 15-24 anni al mondo del lavoro tra il 2000 e il 2010 è diminuito del 10%.

I posti di lavoro disponibili per i giovani sono instabili: lavoro interinale, contratti a tempo determinato, retribuzioni troppo basse per raggiungere l’indipendenza finanziaria, alti tassi di incidenti di lavoro, orari disagiati, ritmi di lavoro eccessivamente veloci

Il sondaggio ha rilevato che il 38% dei lavoratori intervistati ha riferito di avere problemi di salute legati al lavoro: mal di testa (30%), mal di schiena (29%), stress, ansia, depressione (30%) e il 18% soffre dolori muscolari. Nel complesso, un lavoratore su tre ha riferito di avere problemi fisici (28%), il 13% solo problemi psicologici, e uno su cinque (21%) problemi sia fisici che psicologici.

Infine, un terzo dei giovani in Italia sarebbe disposto a emigrare per una vita migliore.

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