Pubblicati da Eurobarometer i risultati di un’indagine flash sulle condizioni di lavoro in Europa condotta telefonicamente tra il 3 e il 5 aprile 2014.
26.571 interviste telefoniche, rivolte ai lavoratori dei 28 Stati europei. Il 53% dei lavoratori europei, poco più della metà, ha dichiarato di percepire come soddisfacenti le proprie condizioni di lavoro. Le differenze tra Stato e Stato sono rilevanti: in Danimarca il 94% dei lavoratori ha dichiarato di essere soddisfatto mentre in Grecia solo il 38%.
Condizioni soddisfacenti sono percepite in Austria e Belgio da 9 lavoratori su 10, Finlandia (89%), Regno Unito ed Estonia (88%).
In Italia solo un quarto dei lavoratori, il 25%, ritiene che le generali condizioni di lavoro nel Paese siano soddisfacenti. Un basso livello di soddisfazione è stato rilevato anche in Croazia (18%), Spagna (20%), Bulgaria (31%), Slovenia, Portogallo e Romania (32%), Slovacchia (36%) e Polonia (38%).
In assoluto il 57% dei lavoratori europei ha affermato che negli ultimi cinque anni le condizioni di lavoro siano peggiorate.
In Europa è mediamente alto il livello di soddisfazione in merito all’orario di lavoro (80% degli intervistati). Più basso il livello di coinvolgimento dei dipendenti in merito ai cambiamenti nell’organizzazione del lavoro (54%) e alla situazione finanziaria aziendale (63%) che in Italia è risultato più scarso della media europea (rispettivamente il 46% e 59%).
Tra le criticità più frequenti in materia di salute e sicurezza i lavoratori europei hanno indicato un aumento dell’intensità del lavoro.  Lo stress è il più importante rischio percepito durante il lavoro per il 53% degli intervistati mentre il 40% ha lamentato l’impossibilità di conciliare adeguatamente vita e lavoro.
Nonostante la soddisfazione riguardo alla gestione della salute e sicurezza sia medio-alta la maggior parte dei lavoratori, circa il 70%, ha dichiarato che sul proprio posto di lavoro non sono adottate misure per affrontare rischi emergenti quali nano e bio tecnologie e misure che tengano conto dell’invecchiamento della forza lavoro e di chi è affetto da malattie croniche.
Altra criticità riguarda l’ergonomia. Movimenti ripetitivi e posizioni faticose o dolorose sono i principali rischi per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro per il 28% degli intervistati. Il 24% ha lamentato il sollevamento, trasporto e movimentazione dei carichi su base giornaliera.

Fonte: Quotidiano sicurezza