Sono 166 i milioni di euro di incentivi indebitamente percepiti da impianti a fonti assimilate o rinnovabili. L’Autorità per l’Energia (AEEG) con la collaborazione della Cassa conguaglio per il settore elettrico (Ccse) dopo aver reso pubblico  il bilancio dell’attività di controllo svolta negli ultimi cinque anni annuncia che le somme recuperate andranno a favore delle bollette dei consumatori. “Il costo dei controlli effettuati  – ha assicurato Alessandro Ortis, presidente dell’Authority – è stato inferiore a 1,5 milioni di euro e i recuperi andranno a vantaggio diretto dei consumatori, a contenimento delle bollette”.
L’AEEG ha inoltre reso noto che, dall’inizio dell’attività di verifica sono state 130 le ispezioni effettuate, su un parco di centrali per una potenza complessiva di 9.350 megawatt, il 43% circa costituito da impianti alimentati da fonti assimilate. Ortis ha dichiarato che “sono state  avviate azioni di recupero amministrativo di incentivi per un valore di circa 166 milioni di euro; di questi, più di 110 milioni sono già stati versati”.E’ importante ricordare che secondo il Cip 6, risultano alimentati da fonti assimilate gli impianti di cogenerazione e quelli che utilizzano calore di recupero e fumi di scarico, gli scarti di lavorazione e/o di processo, le fonti fossili prodotte esclusivamente da giacimenti minori.
A partire dal 1° luglio 2010, in attuazione della legge 99/09, l’Autorità ha iniziato ad avvalersi del Gestore dei servizi energetici per lo svolgimento delle attività tecniche di controllo, mirate all’accertamento e alla verifica dei costi degli oneri di sistema posti a carico dei consumatori.