A Roma solo il 19,5 per cento di raccolta differenziata dei rifiuti. E’ questo uno dei dati più allarmanti che risultano dall’ultimo rapporto ISPRA sui rifiuti. Il dato generale su tutto il Paese, riferito al 2009, è del 30, 6 per cento. Molto lontano dagli obiettivi che erano stati fissati: il 35% entro il 2006, il 40% entro il 2007, il 45% entro il 2008, il 50% entro il 2009. Anche molto lontano dagli obiettivi futuri indicati dall’Unione Europea: il 60% entro il 2011, il 65% entro il 2012.
La situazione italiana, secondo il rapporto dell’ISPRA, è a macchia di leopardo: le differenze cioè ci sono non solo tra nord e sud ma anche all’interno delle macroaree.
Il dato nel Nord è sicuramente più alto nella classifica generale, arrivando al 45,5% e, quindi, quasi raggiungendo gli obiettivi fissati. Malissimo, invece, al Centro, fermo al 22,9% e ancora peggio al Sud, bloccato al 14,7%.
Tra le regioni, in testa c’è il Trentino Alto Adige con il 56,8%, poi il Veneto con il  52,9% e il Piemonte con il 48,5%. Tutti alti i livelli delle altre regioni settentrionali, ben oltre il 40%, tranne la Liguria ferma al 21,8%:
In coda il Molise con il  6,5%, la Sicilia con il 6,7% e la Basilicata con il 9,1%.
Al centro l’unica buona performance è della Toscana col 33,6%, mentre le altre restano lontane: Umbria al 28,9%, Marche al 26,3%. Un disastro corale al Sud: Abruzzo 21,9%, Puglia 10,6%, Calabria 12,7%. La Campania raggiunge appena il 19% e il Lazio addirittura non va oltre il 12,9%. La  Sardegna, invece, raggiunge il 34,7%.

Per quello che riguarda i comuni capoluogo, in testa alla classifica troviamo Pordenone col 76,3%, poi Novara (72,8%) e Verbania (72%). A sorpresa subito dopo si piazzano due città campane, Avellino col 62,8% e Salerno col 60,6%. E si difende bene anche Caserta col 47,3%. A far scendere la media regionale sono Napoli (appena il 18,6) e Benevento col 19,5%, e gli altri comuni delle province (tranne quelli salernitani, che in gran parte superano il 35%). In coda solo capoluoghi meridionali: Messina 3,3%, Siracusa 3,8%, Palermo e Cosenza 3,9%, Catania 5,5%, Enna 5,6%, Taranto 7,9%, Matera 8,5%, Vibo Valentia 9,4%. Tra le grandi città va bene solo Torino col 42%, mentre Milano non supera  il 35,6%. Firenze il 36,6%, Bologna il 33,3%, Genova il 23%, Bari il 20,3%, Reggio Calabria il 14,1%. Male anche Roma, col 19,5%.