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L’industria virtuosa del riciclo e del riuso porta il suo prezioso contributo al taglio delle emissioni di gas serra. Nel 2014, ad esempio, con il solo riciclo di carta, vetro, plastica, metalli, legno, RAEE ed organico, in Italia sono state evitate emissioni di CO2 equivalente per 11,154 milioni di tonnellate. La quota riferibile al solo organico è di 2,181 milioni di tonnellate. Numeri considerevoli, considerata la flessione di 20 milioni di tonnellate di CO2 eq. emesse rispetto al 2013, con un totale che si attesta ora a 417 milioni di tonnellate l’anno. Ma non solo: nella gestione e trattamento dei rifiuti, le emissioni sono diminuite del 20,5% e sono destinate a ridursi nei prossimi anni grazie all’ottimizzazione della raccolta differenziata, attestatasi al 45,2% (quasi 3 punti percentuali in più rispetto al 2013). Tutti risultati che confermano il ruolo di front-man dell’Italia in Europa nella riduzione dei gas serra, come ampiamente dimostrato anche alla Cop21, la conferenza sul clima che si è conclusa oggi a Parigi.

Secondo il WAS, il Think Tank italiano sull’industria del waste management e del riciclo animato dalla società di ricerche Althesys e che ha elaborato il WAS Report 2015, in Italia la gestione dei rifiuti può dare un contributo importante alle politiche climatiche ma serve una strategia nazionale per il settore. Consolidamento, industrializzazione, investimenti in infrastrutture sono elementi chiave per poter cogliere tanto gli obiettivi ambientali che di miglioramento dei servizi ai cittadini.