All’esame del Consiglio dei Ministri di oggi il Quarto Conto Energia. Il principale nodo che bloccava il provvedimento era quello legato alla concessione degli incentivi e vedeva contrapposti i ministri Prestigiacomo e Romani. La soluzione finale dà ragione al secondo, concedendo l’importo al momento dell’effettivo allaccio alla rete.

Il ministro dell’Ambiente riceve come contropartita tempi definiti per le procedure di allaccio, con relativa mora che la società elettrica dovrà corrispondere nel caso di ritardo.

Qualora, infatti, i proprietari incontrassero difficoltà nell’allaccio o ritardi imputabili al gestore della rete, potranno ricorrere alle tutele per i normali allacciamenti, previste dal Testo Integrato sulle Connessioni Attive (Tica) che fissa tempi massimi per l’allaccio e sanzioni per i gestori delle reti in caso di ritardi ingiustificati.
Inoltre, secondo l’accordo Romani-Prestigiacomo, alle normali sanzioni previste dal Tica, si aggiungerà un indennizzo per chi subisce ritardi nell’allaccio dell’impianto, indennizzo pari alla differenza tra il nuovo incentivo, più basso, e il vecchio, più alto, perso a causa dei ritardi imputabili alla società che gestisce la rete elettrica.

Si aggiungono poi alcuni bonus specifici, come i 5 centesimi di euro per ogni Kwh garantito a patto che l’impianto fotovoltaico venga realizzato in sostituzione di una superficie di copertura in eternit, mentre un 5% di bonus andrà agli impianti realizzati con un investimento di cui almeno il 60%, costo forza lavoro escluso, deve essere stato sostenuto per risorse interne all’Unione Europea.

La data di entrata in vigore è fissata, a meno di nuovi slittamenti, per il 1 giugno 2011, cancellando di fatto l’ipotizzata proroga al 31 agosto del Terzo Conto Energia.

La bozza del decreto presentata in CdM