Il Consiglio dei Ministri n. 103 del 30/07/2010, su proposta del ministro Stefania Prestigiacomo, ha approvato, i primi giorni di agosto, il decreto legislativo di recepimento della direttiva comunitaria sulla qualità dell’aria (2008/50/CE), che disciplina l’intera materia della valutazione e gestione della qualità dell’aria nei paesi Ue. Il provvedimento fissa i valori e gli obiettivi di qualità dell’aria da raggiungere per biossido di zolfo, biossido di azoto, benzene, monossido di carbonio, piombo, particolato PM10, particolato PM2.5 e l’ozono.

Il decreto legislativo modifica la normativa preesistente, realizzando un quadro normativo unitario aggiornato alla luce dello sviluppo delle conoscenze in campo scientifico e sanitario e delle esperienze maturate, che consentirà di superare le criticità che lo Stato e le regioni hanno incontrato nei dieci anni di applicazione della previgente normativa.

Due, secondo il ministero dell’Ambiente, gli obiettivi che vengono, così, raggiunti in Italia: la razionalizzazione delle attività di valutazione e di gestione della qualità dell’aria, secondo canoni di efficienza, efficacia ed economicità, e la responsabilizzazione di tutti i soggetti interessati all’attuazione delle nuove disposizioni sulla base di un preciso riparto delle competenze.

Tali finalità dovranno essere perseguite attraverso un processo di ottimizzazione delle attività e delle gestioni esistenti, senza prevedere oneri ulteriori rispetto al passato.
E’ inoltre prevista, la possibilità di ricorrere a misure nazionali qualora da un’apposita istruttoria risulti che tutte le possibili misure individuabili dalle regioni nei piani di qualità dell’aria non siano risolutive, in quanto i superamenti sono causati in modo decisivo da sorgenti di emissione su cui le regioni non hanno competenza amministrativa e legislativa.

In tal caso si procede all’adozione di misure di carattere nazionale sulla base delle decisioni di un comitato da istituire presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.