Near miss (quasi infortuni): cosa sono, come segnalarli e cosa prevede la Legge 198/2025

In breve: un near miss (quasi infortunio o mancato infortunio) è un evento legato al lavoro che avrebbe potuto causare un infortunio ma non lo ha causato per circostanze fortuite. L'art. 15 del D.L. 159/2025, convertito dalla Legge 198/2025, prevede linee guida del Ministero del Lavoro e dell'INAIL per identificarli, tracciarli e analizzarli nelle imprese con più di 15 dipendenti. Già oggi i lavoratori devono segnalare ogni condizione di pericolo (art. 20 D.Lgs. 81/2008).

Cos'è un near miss?

Un near miss è un evento correlato al lavoro che non ha provocato lesioni o malattie, ma che avrebbe potuto provocarle. In italiano il near miss si chiama anche quasi infortunio, mancato infortunio o mancato incidente. La norma UNI ISO 45001:2018 sui sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro definisce l'incidente come un evento che può causare lesioni o malattie e chiama near miss (o anche near hit e close call) l'incidente che non le causa.

L'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL), nel modello OT23 2027, descrive il mancato infortunio come un evento derivante dal lavoro, o che ha origine nel corso del lavoro, che non causa infortunio o malattia ma ha il potenziale per causarli. Una situazione pericolosa che non ha prodotto alcun evento non è un near miss, ma va comunque segnalata e corretta.

Tipo di evento Cosa succede Esempio Cosa fare
Situazione pericolosa Pericolo presente, nessun evento Pallet sporgente nel corridoio Segnalare e rimuovere
Near miss Evento avvenuto, nessun danno alla persona Il pallet cade e manca di poco un operatore Segnalare, analizzare le cause, azione correttiva
Infortunio Evento con lesione Il pallet colpisce l'operatore Primo soccorso, denuncia INAIL, revisione del DVR

Quali sono esempi di near miss?

Gli esempi di near miss più frequenti riguardano cadute di oggetti, scivolamenti senza conseguenze, mezzi in movimento e contatti sfiorati con parti in tensione o organi delle macchine. Nelle aziende di Roma e del Lazio che seguiamo, i quasi infortuni ricorrenti sono:

  • un carrello elevatore che in retromarcia sfiora un pedone in un corridoio di magazzino senza percorsi separati;
  • un attrezzo che cade da un ponteggio o da una scaffalatura in una zona di passaggio;
  • un lavoratore che scivola su una pozza d'olio o d'acqua senza farsi male;
  • una macchina che si riavvia durante una pulizia perché la procedura di blocco non è stata applicata.

È obbligatorio registrare i near miss?

Registrare i near miss diventa un obbligo specifico per le imprese con più di 15 dipendenti con l'art. 15 del Decreto-Legge 31 ottobre 2025, n. 159, convertito dalla Legge 29 dicembre 2025, n. 198. La norma affida al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, d'intesa con l'INAIL e sentite le parti sociali, l'adozione di linee guida per l'identificazione, il tracciamento e l'analisi dei mancati infortuni. Un decreto del Ministro del Lavoro deve poi stabilire come le imprese comunicano i dati aggregati sui mancati infortuni e sulle azioni correttive o preventive adottate.

Il termine di sei mesi previsto per le linee guida è scaduto nella primavera del 2026: a novembre 2026, per quanto ci risulta, né le linee guida né il decreto sulle modalità di comunicazione risultano pubblicati, quindi la trasmissione dei dati non è ancora operativa. Nel frattempo restano valide le procedure già elaborate dall'INAIL, che la stessa norma richiama per evitare duplicazioni di adempimenti.

Anche per le aziende fino a 15 dipendenti la gestione dei near miss è utile per rispettare obblighi già vigenti del D.Lgs. 81/2008, Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro: il datore di lavoro deve aggiornare le misure di prevenzione in base all'evoluzione dei rischi (art. 18) e deve rielaborare la valutazione dei rischi entro 30 giorni dopo infortuni significativi (art. 29, c. 3, D.Lgs. 81/2008). Un near miss ripetuto è il segnale più chiaro che una valutazione dei rischi va rivista.

Chi deve segnalare un quasi infortunio?

Ogni lavoratore deve segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto qualsiasi condizione di pericolo di cui viene a conoscenza (art. 20, c. 2, lett. e, D.Lgs. 81/2008). Il preposto, a sua volta, deve segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente le deficienze dei mezzi e delle attrezzature e ogni condizione di pericolo che si verifica durante il lavoro (art. 19, c. 1, lett. f, D.Lgs. 81/2008).

Nella metodologia INAIL Condivido, la segnalazione può partire dal lavoratore, dal preposto o dal Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), mentre l'analisi e il trattamento spettano al Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) guidato dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), interno o esterno.

Tecnici con casco di protezione analizzano un near miss vicino a un macchinario

Come si gestiscono i near miss in azienda?

Una procedura di gestione dei near miss funziona quando segue sempre gli stessi passaggi, dalla segnalazione alla verifica dell'efficacia. Le fasi, coerenti con la metodologia INAIL e con il punto 10.2 della UNI ISO 45001 su incidenti e azioni correttive, sono:

  1. Segnalazione su una scheda semplice (cartacea, modulo online o app): data, luogo, attività, descrizione di cosa è successo e di cosa sarebbe potuto succedere.
  2. Presa in carico da parte del preposto o dell'RSPP entro pochi giorni, con un riscontro a chi ha segnalato.
  3. Ricostruzione della dinamica con un sopralluogo e un colloquio con le persone coinvolte.
  4. Analisi delle cause tecniche, organizzative e comportamentali, senza fermarsi all'errore umano.
  5. Azioni correttive immediate e misure di miglioramento a lungo termine, con responsabile e scadenza.
  6. Verifica dell'efficacia e registrazione dei dati aggregati per reparto e attività, da discutere nella riunione periodica di sicurezza (art. 35).

Nei sopralluoghi i nostri tecnici incontrano spesso gli stessi errori: un modulo di segnalazione troppo lungo che nessuno compila, segnalazioni usate per cercare un colpevole (e quindi smettono di arrivare), schede archiviate senza azione correttiva, nessun ritorno a chi ha segnalato. Il segnale più utile è il numero di segnalazioni: un'azienda con molti dipendenti e zero near miss registrati in un anno non è un'azienda sicura, è un'azienda dove non si segnala. Una procedura near miss si integra bene in un sistema di gestione della sicurezza conforme alla UNI ISO 45001 e alimenta l'aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

La gestione dei near miss ha anche un ritorno economico: il modello OT23 2027 dell'INAIL per la riduzione del tasso medio di tariffa prevede l'intervento E-10, "L'azienda ha adottato un sistema di rilevazione dei mancati infortuni e attua le misure migliorative". La documentazione richiesta comprende la procedura aziendale datata e firmata dal datore di lavoro, l'elenco aggregato dei mancati infortuni del 2026 per reparto e attività e le schede di analisi con le azioni correttive attuate.

Perché i near miss riducono gli infortuni?

I near miss riducono gli infortuni perché condividono le stesse cause degli infortuni gravi ma sono molto più numerosi, e quindi permettono di correggere un pericolo prima che faccia male a qualcuno. La piramide di Heinrich (1931) stimava circa 300 eventi senza lesioni per ogni 29 infortuni lievi e 1 infortunio grave; gli studi successivi di Frank Bird (1969) hanno proposto il rapporto 1:10:30:600. Le proporzioni variano per settore, ma il principio resta: intervenire alla base della piramide.

Un near miss analizzato è anche ottimo materiale formativo: per questo inseriamo gli eventi registrati nei percorsi di formazione sulla sicurezza e nell'addestramento dei preposti. Se il near miss si trasforma in infortunio, le regole cambiano: la guida sulla denuncia dell'infortunio all'INAIL spiega termini e obblighi.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra near miss e infortunio?

Il near miss è un evento che avrebbe potuto causare una lesione ma non l'ha causata; l'infortunio è l'evento che ha provocato una lesione al lavoratore. Solo l'infortunio va comunicato o denunciato all'INAIL, secondo le soglie di prognosi previste dalla legge; il near miss si gestisce all'interno dell'azienda.

Il near miss va comunicato all'INAIL?

No, il singolo near miss non si denuncia all'INAIL. Il D.L. 159/2025 prevede per le imprese con più di 15 dipendenti la comunicazione di dati aggregati sui mancati infortuni, con modalità che dovrà definire un decreto del Ministro del Lavoro non ancora pubblicato.

Le aziende con meno di 15 dipendenti devono registrare i near miss?

L'art. 15 del D.L. 159/2025 riguarda le imprese con più di 15 dipendenti. Per le aziende più piccole la registrazione resta una buona prassi, utile per aggiornare la valutazione dei rischi e per ottenere la riduzione del premio INAIL con il modello OT23.

Chi analizza un near miss?

Il near miss viene analizzato dal Servizio di Prevenzione e Protezione con l'RSPP, coinvolgendo il preposto, i lavoratori presenti e l'RLS. Il datore di lavoro approva e finanzia le azioni correttive.

Un near miss può essere segnalato in forma anonima?

Sì, molte procedure prevedono anche la segnalazione anonima per incoraggiare i lavoratori a parlare. È però utile poter ricontattare chi ha segnalato per ricostruire la dinamica, quindi conviene garantire che la segnalazione non porti mai a sanzioni per chi la fa.

Gruppo Alis, società di consulenza su sicurezza e ambiente di Roma, dal 1996 affianca le imprese di Roma e del Lazio nella valutazione dei rischi, nella redazione di procedure di segnalazione e analisi dei near miss e nella preparazione della documentazione per il modello OT23. Chiama lo 06 81174371 o scrivici dalla pagina Contatti.

Aggiornato a novembre 2026 dai tecnici di Gruppo Alis.

Fonti: D.L. 31 ottobre 2025, n. 159, art. 15, convertito dalla L. 29 dicembre 2025, n. 198; D.Lgs. 81/2008, artt. 18, 19, 20, 29 e 35; UNI ISO 45001:2018 (punti 3.35 e 10.2); INAIL, modello OT23 2027 (intervento E-10); INAIL, Condivido: approccio integrato sui near miss (2025); INAIL, Near miss per le imprese edili, modello INAIL–Formedil (dicembre 2025).

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