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Oltre 43 000 lavoratori in 35 paesi europei per il sesto ciclo dell’indagine. Un’indagine è rivolta a lavoratori selezionati in maniera casuale da un campione statistico (comprendente uno spaccato della società) che va da 1,000 a 3,300 persone in ciascun paese. Sono questi alcuni numeri della sesta indagine europea sulle condizioni di lavoro 2015.

Il lavoro, lanciato e pubblicato da Eurofound, e sintetizzato efficacemente in un’infografica ha messo in evidenza che nove lavoratori su dieci riferiscono di essere informati o bene informati sui rischi per la salute e la sicurezza riguardanti la propria mansione. 10 su 100 quindi i lavoratori che dichiarano di non essere informati, media che varia da 9 su 100 per le imprese con più di 250 lavoratori, 10% tra 10 e 249 dipendenti, 12% con meno di 10 dipendenti.

Molti gli operai che hanno manifestato un’elevata intensità del lavoro, affiancata da bassi livelli di autonomia, sicurezza sul lavoro e sicurezza del posto di lavoro. Nel complesso, la percentuale di lavoratori che riporta che la propria salute è a rischio per il lavoro è scesa dal 31% del 2010 al 23% del 2015.

Tra il 2010 e il 2015 registrato un aumento delle dichiarazioni riguardanti l’esposizione alle sostanze chimiche nella manipolazione, dal 15% al 17%, cresciuto anche il livello inerente l’esposizione a materiali infetti dall’11% al 13%.

Il 31% degli intervistati ha dichiarato di lavorare in aziende che contemplano un elevato coinvolgimento e un’elevata partecipazione organizzativa. Due terzi dei lavoratori hanno dichiarato di essere impiegati in aziende che motivano per un migliore rendimento. Scende però al 40% la percentuale di lavoratori che ha avuto la sensazione di un lavoro ben fatto.

Il 33% di lavoratori dipendenti dichiara di avere come diretto superiore una donna. Resta alta quindi la percentuale, 67%, di dipendenti che hanno come diretto superiore un uomo, con l’85% dei lavoratori dipendenti di sesso maschile che ha per capo un uomo. Per quanto riguarda ancora le differenze di genere, sono gli uomini a essere impiegati nella maggior parte dei casi in orari lavorativi completi di 48 ore, le donne in part-time con 20 ore o meno. Il 16% dei lavoratori ha dichiarato di essere stato oggetto di comportamenti negativi, molestie, violenze.