Per analizzare le patologie connesse alle modifiche del clima e per promuovere la qualità dell’ambiente e della salute è stato organizzato, dal coordinamento nazionale Agenda 21 Italia, dalla Rete Italiana città sane, dal comune di Arezzo e da molti altri enti e istituzioni un workshop dal titolo “Mutamenti climatici e danni alla salute: il ruolo delle città e dei territori”. L’incontro, che riunirà esperti, addetti ai lavori, amministratori, si terrà i prossimi 10 e 11 settembre ad Arezzo.
Le emissioni globali di gas serra da attività umane sono aumentate del 70% dal 1970, superando di gran lunga i valori pre-industriali. Con le attuali politiche, le emissioni lobali carboniche aumenteranno del 25-90% entro il 2030. E’ stato stimato che se non si ridurranno le emissioni carboniche entro la fine del XXI secolo, il riscaldamento della Terra potrà salire da 1,8° a 4°C.
Il tempo per evitare la catastrofe ambientale fisica e chimica, degli ecosistemi biologici e dei singoli organismi viventi, quindi il collasso della Terra, è stimato in 5-10 anni, nei quali diviene necessario ridurre le emissioni carboniche e stabilizzarne la concentrazione. Relativamente agli effetti sulla salute, l’OMS ha stimato la perdita per ogni anno di 5 Milioni di anni di vita in buona salute (DALY) e un incremento del 3% della mortalità per ogni grado di aumento della temperatura terrestre.

Rischi di nocività più specifiche potranno derivare:

  • da malnutrizione per crisi agricola ed economica;
  • da eventi meteorologici estremi ;
  • da inquinamento atmosferico;
  • da spostamento dalle zone tropicali al nord e al sud del Pianeta di vettori di malattie infettive e parassitarie.

Le città d’Europa, grandi concentrazioni di attività umane, consumano circa il 70% del fabbisogno energetico del continente, e quindi producono la maggior parte delle emissioni di gas serra.
I centri urbani, se adeguatamente pianificati, possono offrire opportunità per la riduzione della mobilità privata tramite lo sviluppo dei trasporti pubblici, possono ridurre i consumi energetici degli edifici grazie a una nuova regolamentazione edilizia, possono  migliorare l’ambiente di vita naturale.

Sono importanti per questi obiettivi le nuove tecnologie per l’efficienza energetica e fonti rinnovabili, come quella solare o eolica nonché la possibilità per gli individui di cambiare il loro comportamento. Le città, insomma, possono fare la differenza globale. Però non una città da sola, ma lavorando insieme e sviluppando azioni congiunte. Il Patto dei Sindaci è l’iniziativa più ambiziosa della Commissione europea, che coinvolge città e cittadini nella lotta contro il riscaldamento globale. Le autorità locali e regionali che aderiscono a questo patto si impegnino formalmente a ridurrele loro emissioni di CO2 di oltre il 20% entro il 2020. Per fare ciò, essi devono sviluppare e attuare piani d’azione per l’energia sostenibile e comunicare le misure e le azioni degli attori locali.

In occasione del workshop nazionale  si svolgeranno le seguenti iniziative parallele:

  • riunione del Comitato Tecnico dell’Associazione “Rete Italiana Città Sane-OMS” (venerdì 10 settembre, ore 14.30-16.30)
  • riunione del Comitato Direttivo dell’Associazione “Rete Italiana Città Sane-OMS” (venerdì 10 settembre, ore 16.30-18.00)
  • riunione dell’“Associazione dei Comuni Virtuosi” (Sabato 11 Settembre pomeriggio)

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