Meno di un anno fa, nasceva – a rappresentanza degli interessi del fotovoltaico in Italia – una nuova Asso Solare, dall’incontro tra il gruppo originale e altre due associazioni: la battagliera Asso Energie Future  (protagonista della battaglia contro il IV e il V conto energia) e la più piccola Grid Parity Project.

Gli obiettivi della fusione erano sostanzialmente due: superare le divisioni che avevano finito per favorire gli attacchi al fotovoltaico e rappresentare in maniera più autorevole un settore sottoposto a continue scosse.

Ma, a sette mesi di distanza, il risultato di quell’operazione politica non è positivo, tanto che Massimo Sapienza, ex presidente di Asso Energie Future e attuale membro del consiglio direttivo dell’associazione, lascia oggi Asso Solare con una lettera indirizzata al presidente Giovanni Simoni, probabilmente destinata a far discutere i soci.

“A valle di una riflessione ad ampio spettro sulla situazione nella quale la nostra industria si trova ad operare e delle scelte dell’associazione in questi ultimi sette mesi- scrive Sapienza – sono costretto a manifestare il mio profondo dissenso e a trarne le conseguenze rassegnando le mie dimissioni dal consiglio direttivo dell’associazione.
Fra la fine del 2011 e l’inizio del 2012, in conseguenza dell’evoluzione normativa (IV Conto Energia e minaccia di V Conto Energia), del consolidamento degli operatori nella filiera solare e della forte azione di contrasto delle lobby delle fossili e degli energivori, avevo contribuito a creare e aderito con entusiasmo a un percorso che portasse alla creazione di una grande e forte associazione di categoria. Per questo abbiamo ‘fuso’ la vecchia Asso Solare, Asso Energie Future e Grid Parity Project. Era il primo passo di un cammino che ci avrebbe portato ad avere la rappresentatività e il bilancio per fare una seria e incisiva azione a difesa dei nostri interessi, dell’ambiente e in definitiva del nostro paese. A sette mesi di distanza le cose sono andate in maniera del tutto diversa da quanto mi sarei aspettato”.

Secondo Sapienza, che è stato anche coordinatore del movimento SOS Rinnovabili, “innanzitutto il percorso di creazione di un soggetto unico è totalmente bloccato. E’ stata bocciata l’ipotesi di ‘fusione’ con IFI (pur discussa dai direttivi di Asso Solare e AEF prima della fusione),  è stata respinta la proposta di fusione con GIFI avanzata sia da Natalizia che da Gemme, non si intende percorrere l’integrazione in APER nonostante i due direttivi recentemente riuniti congiuntamente non abbiano  trovato nessun punto di divergenza fra le due associazioni. Asso Solare non ha aderito a FREE, il coordinamento di oltre 20 associazioni rinnovabili (incluse GIFI e IFI per il fotovoltaico) che si candida a divenire l’interlocutore privilegiato delle istituzioni e del mondo ambientalista è pertanto sarà sempre più isolata. Asso Solare non ha ritenuto di dare seguito alle proposte di Anie per creare un’associazione Energia Rinnovabile all’interno di Confindustria ma anzi è uscita recentemente anche da Confindustria Energia perdendo anche questo tipo di rappresentatività”.

Al centro del dissenso, insomma, il mancato raggiungimento dell’obiettivo per cui era nata la nuova Asso Solare, la creazione di un soggetto unico delle rinnovabili che possa rappresentare un interlocutore forte, capace di creare e non subire la politica energetica imposta dagli oligopoli e dalle lobby filo-fossili. “Asso Solare – scrive infatti Sapienza – non ha il coraggio di fare il passo dovuto di integrarsi in APER in nome di una non meglio precisata specificità dei nostri interessi. Ma questa posizione mi spinge a chiarire il secondo motivo della mia insoddisfazione: la pressoché totale azione associativa negli ultimi sette mesi. Stiamo assistendo passivi ad una crisi gravissima del nostro settore che sta facendo perdere migliaia di posti di lavoro. Dall’ingresso del V Conto Energia il ritmo delle installazioni di nuovi impianti è crollato ma Asso Solare non ha saputo trovare alcuna risposta/proposta per i propri associati”.

“Asso Solare con il nuovo direttivo – accusa – non ha preso posizioni ufficiali né ufficiose sul Quinto Conto Energia, non ha fatto nulla sulla Tremonti Ambiente, non ha preso una posizione forte di denuncia di fronte ad una SEN ottocentesca basata su hub del gas e estrazione di idrocarburi in Basilicata, non ha lottato sugli oneri di sbilanciamento se non accodandosi al ricorso TAR predisposto da APER, non ha elaborato una posizione sul riciclo dei nostri prodotti, non ha una visione in merito alla contesa fra prodotti europei e cinesi, non si è espressa in merito alla proposta di proroga del IV conto energia per gli impianti sui tetti della pubblica amministrazione, etc. etc. Il mio elenco è solo esemplificativo di quanti temi importanti sono stati lasciati passare senza alcuna azione ‘concreta’ dell’associazione (….)”.

“Ho assistito con sofferenza per sette mesi al declino della nostra presenza sui mezzi d’informazione, all’abbandono del presidio della lobby e del monitoraggio istituzionale per cui oggi non sappiamo nemmeno quali emendamenti siano discussi nelle commissioni di Camera e Senato, all’interruzione della consulenza tecnica ai soci. (….)
La recente riunione del direttivo sul consuntivo 2012 e sul budget 2013 non mi lascia per nulla ben sperare per il futuro né in termini di miglioramento della nostra azione associativa, né in termini di oculata e bilanciata gestione. Credo che a causa dell’immobilismo nel quale l’associazione è caduta sia destinata a una inevitabile crisi di liquidità e spero che si possa evitare una perversa spirale di tagli, riduzione dell’attrattività per i soci, conseguente calo delle entrate  e nuovi tagli cosi in ciclo continuo fino alla morte di Asso Solare per asfissia.
Mi auguro che queste mie riflessioni vi possano essere d’aiuto per invertire la rotta e passare a una gestione finalmente attiva a tutela degli interessi del settore”.