Annunciato a Cannes il primo protocollo europeo, firmato dall’Italia, che aiuta le case di produzione a fare film più sostenibili. Grazie a una serie di regole scientifiche, per 38 aree di consumo, messe a punto nell’ultimo anno dalle indagini di Azzero CO2, società di consulenza energetico-ambientale di Legambiente.

Insomma, una sorta di bollino verde, chiamato Edison Green Movie, che certifica l’impatto ambientale delle riprese e che attesta, in percentuale, il risparmio ottenuto dalle pellicole che seguono le indicazioni del neonato protocollo ambientale. Da quelle per i set  da allestire con materiali riciclati, fino al noleggio dei generatori di ultima generazione per risparmiare sull’illuminazione. Anche i cestini dei catering, per attori e operatori, si potranno riempire con cibi reperiti a chilometro zero. A presentarlo, nei giorni del Festival, i portavoce e gli ideatori della nuova certificazione, nata dall’incontro della Edison, la più antica società energetica italiana, e Tempesta, tra le più giovani case di produzione cinematografica.

A conti fatti, dicono i promotori, monitorando l’intera filiera cinematografica e adottando accorgimenti per limitarne l’impatto ambientale è possibile calcolare una riduzione delle emissioni pari a 1.120 tonnellate di CO2, ossia l’equivalente prodotto in media da una città con 10 mila abitanti.