Nuovo filone di indagine nel processo Pirelli sull’amianto. Mentre mancano poco meno di due mesi all’inizio del dibattimento che, presso la sesta sezione penale monocratica del tribunale di Milano, vedrà imputati undici ex dirigenti degli stabilimenti di viale Sarca e via Ripamonti – accusati di aver lasciato esposti all’amianto, nel corso degli anni Ottanta, 24 lavoratori successivamente deceduti o gravemente malati – la procura conferma l’avvio di una nuova inchiesta relativa ad altri venti casi, sempre a carico del colosso degli pneumatici.

L’inchiesta, di responsabilità del pm Maurizio Ascione, riguarda – oltre all’asbesto – due sostanze pericolose, l’Ipa e l’Ammine, che, secondo l’accusa, sarebbero state utilizzate nelle procedure di lavorazione dei copertoni. Per ora il fascicolo per omicidio colposo e lesioni colpose aggravate è a carico di ignoti e riguarda una ventina di persone che hanno lavorato tra gli anni Sessanta e gli anni Novanta alla Pirelli e sono morte (i decessi arrivano fino al 2010) per mesotelioma pleurico (legato all’amianto) e, la maggior parte, per tumori alla vescica. Malattie queste ultime legate, stando alle indagini, all’esposizione all’Ipa e all’ammine, sostanze e solventi classificati – a detta degli inquirenti – come tossici e nocivi. Nell’inchiesta, inoltre, figurano anche alcuni casi di operai ammalati e non si esclude, infine, che altri episodi possano entrare nel procedimento.

Lo scorso 23 settembre, intanto, undici ex componenti del cda ed ex amministratori della Pirelli – che si sono succeduti dal ’79 all”88 – sono stati già mandati a processo, sempre su richiesta di Ascione, con le accuse di omicidio colposo aggravato e lesioni colpose gravi, in relazione a 24 casi, tra dipendenti morti di mesotelioma pleurico (la maggior parte) o malati di tumore. Anche la nuova inchiesta, coordinata dal dipartimento guidato dal procuratore aggiunto Nicola Cerrato, vede al centro gli stabilimenti di viale Sarca e via Ripamonti ed è nata a seguito delle denunce presentate dai familiari degli operai e si avvale delle relazioni redatte dalla Asl di Milano. Sono già costituiti parte civile non solo tutte le presunte vittime o i loro eredi, ma anche Inail, Asl e Regione.

Fonte: Inail