Sono quel che resta di nove MD80 della gloriosa flotta Alitalia, oggi Linee Aeree Italiane, società commissariata. Questi aerei abbandonati su uno dei piazzali della manutenzione, nell’Aeroporto di Fiumicino di Roma, dovevano essere in parte smembrati per una eventuale vendita o rottamazione. Durante le fasi di smontaggio i tecnici hanno trovato a bordo degli aerei, negli arredi e in alcune componenti meccaniche e strutturali, quantità di amianto tali da richiedere il fermo delle operazioni in attesa di una bonifica, come legge prevede, per procedere in sicurezza alla rimozione delle componenti d’amianto, fino al loro completo smaltimento in discarica, come rifiuti tossici e pericolosi.

L’amianto in sé stesso non è pericoloso, se adeguatamente protetto e avvolto da guaine isolanti. Si trasforma però in un killer cancerogeno qualora si verifichino rotture delle guaine di protezione, con conseguente fuoriuscita di particelle e polveri d’amianto, estremamente sottili e volatili, simili a spore, facilmente inalabili e assorbibili dall’organismo umano. Sugli MD80 abbandonati sui piazzali di Fiumicino sono presenti numerosi pezzi visibilmente danneggiati, esposti al contatto con l’aria, sia nelle parti meccaniche che negli arredi di bordo. Quindi le polveri rischiano di essere disperse sul sedime aeroportuale, piazzali e piste, frequentati dai lavoratori del settore e dagli stessi passeggeri.

Interrogativo n. uno: quanti sono gli MD80 della ex Alitalia, che oggi si chiama Cai, e che contengono parti in amianto? Interrogativo n. due: gli Enti preposti al controllo della navigazione hanno mai effettuato analisi o bonifiche delle piste o dei piazzali aeroportuali? (L’amianto, ricordiamo, è un minerale, non decade, ha un ciclo pressoché infinito). Le bonifiche, ove si certificasse una presenza di amianto superiore agli standard consentiti per la sicurezza e la difesa della salute, sarebbero indispensabili per garantire la salubrità e dell’aria e di un ambiente, in cui operano migliaia di lavoratori e transitano milioni di passeggeri. E se leggi italiane sull’obbligo di dismissione e smaltimento dell’amianto, ne vietano da anni l’utilizzo nella costruzione per esempio dei sistemi frenanti, siamo certi che le stesse leggi siano applicate e rispettate da tutte le compagnie internazionali che volano in Italia?

Pensiamo per esempio a come avviene la pressurizzazione di un aereo, risucchiando aria dai motori sulla pista di decollo, e se sulla pista sono presenti particelle di amianto, questo finisce dritto nella cabina dell’aereo, ossia nell’aria che tutti respiriamo durante un volo!

I capogruppo di Verdi e Radicali hanno presentato due interrogazioni urgenti a risposta scritta al parlamento della Regione Lazio, per chiedere se e in che quantità l’amianto sia presente sugli MD80 che ancora volano per Cai.

L’amianto contenuto nelle parti meccaniche, come per esempio nel sistema frenante, è stato per anni disperso dagli aerei, durante le frenate d’atterraggio su piste e raccordi, con un conseguente inquinamento del sedime aeroportuale. Le particelle disperse, come sottilissime spore, finivano poi nell’aria aspirata dai motori sulle piste di decollo, aria riciclata e respirata da tutti, personale navigante e passeggeri. Il comandante Galiotto ci spiega che l’aria che si respira durante un volo di un’ora è per gran parte riciclata da ventilatori, perché il ricambio d’aria in volo comporta un maggior consumo di carburante e quindi un maggior costo. In un volo di un’ora, dunque, l’aria in cabina è per il 75-80% la stessa aria immessa al decollo. Quindi, ci dice Emilio Cimmino: «Per il bene aziendale l’aria si ricicla!».

Dal 1992 le case costruttrici di aerei hanno segnalato alla compagnia di bandiera la presenza di amianto in alcune parti meccaniche, con l’invito ad una loro rapida sostituzione. È stato fatto? Non si ha notizia di certificazioni Alitalia che attesterebbero la totale bonifica dell’amianto dagli aerei. L’Alitalia, come compagnia, non ha mai richiesto l’applicazione per i propri dipendenti dei benefici previsti dalla legge per i lavoratori esposti all’amianto, nonostante si siano verificati decessi tra il personale per mesotelioma pleurico, il cancro provocato dall’amianto. Inoltre recenti controlli sanitari sul personale aeroportuale e di volo registrano tassi di mesotelina fuori norma, superiori agli standard consentiti, perché non ci siano rischi per la salute.

Fonte: Corriere.it