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Amianto: la valutazione del rischio nei condomini (parte 3)

Pubblichiamo – al punto A-  uno schema dei possibili ambienti del fabbricato dove si possono trovare specifiche tipologie di materili contenenti amianto. Pubblichiamo, inoltre – al punto B –  la tabella del DM 6/9/94 dove vengono classificati i materiali contenenti amianto in base alla loro capacità di rilasciare spontaneamente fibre nell’ambiente, ossia in base alla loro friabilità, o meglio, pericolosità.

A

Ambienti del fabbricato Tipologia di materiale contenente amianto
Centrali termiche Cartoni ignifughi, guarnizioni bruciatori, condotti fumari, amianto floccato, porte
Impianti idrici a temperatura Coibentazione tubazioni, guarnizioni di flange di accoppiamento
Cabine elettriche Guarnizione di interruttori, amianto floccato, isolanti per fili e tubi elettrici
Tetti e cornicioni Lastre di copertura, comignoli, , manti di copertura
Locali idrici Vasi di espansione e serbatoi idrici
Cavedi Condotti e tubazioni di aerazione bagni e cucine
Facciate Pluviali, canne fumarie, pannelli perimetrali sotto-finestra
Pavimenti Mattonelle in vinil-amianto, piastrelle asfalto/amianto
Locali tecnici ascensori Freni ascensori, amianto floccato
Pareti Intonaci e rivestimenti, carte da parati, vernici e collanti
Autorimesse-garage Porte tagliafuoco, tessuti ignifughi, intonaci o rivestimenti floccati
Impianti trattamento aria Guarnizioni, coibentazione canalizzazioni
Strutture portanti in metallo Amianto floccato applicato a spruzzo sulle travi portanti dell’edificio
Strutture prefabbricate Pannelli perimetrali o divisori, in cemento-amianto
Altri materiali Isolanti termici, acustici, coibentazioni, tende e tessuti tagliafuoco, ecc

B

Tipo di materiale Note Friabilità
Ricoprimenti a spruzzo e rivestimenti isolanti Fino all’85% circa di amianto. Spesso anfiboli prevalentemente amosite spruzzata su strutture portanti di acciaio o su altre superfici come isolante termo-acustico Elevata
Rivestimenti isolanti di tubazioni o caldaie Per rivestimenti di tubazioni tutti i tipi di amianto, talvolta in miscela al 6-10% con silicati di calcio. In tele, feltri, imbottiture in genere al 100% Elevato potenziale di rilascio di fibre se i rivestimenti non sono ricoperti con strato sigillante uniforme e intatto
Funi, corde, tessuti In passato sono stati usati tutti i tipi di amianto. In seguito solo crisotilo al 100% Possibilità di rilascio di fibre quando grandi quantità di materiali vengono immagazzinati
Cartoni, carte e prodotti affini Generalmente solo crisotilo al 100% Sciolti e maneggiati, carte e cartoni, non avendo una struttura molto compatta, sono soggetti a facili abrasioni ed a usura
Prodotti in amianto-cemento Contengono il 10-15% di amianto, in genere crisotilo. Crocidolite e amosite si ritrovano in alcuni tipi di tubi e di lastre Possono rilasciare fibre se abrasi, segati, perforati o spazzolati, oppure se deteriorati
Prodotti bituminosi, mattonelle e pavimenti vinilici, PVC e plastiche rinforzate ricoprimenti e vernici, mastici, sigillanti, stucchi adesivi Dallo 0,5 al 2% per mastici, sigillanti, adesivi, al 10-25% per pavimenti e mattonelle vinilici Improbabile rilascio di fibre durante l’uso normale. Possibilità di rilascio di fibre se tagliati, abrasi o perforati

Alla fine del processo di valutazione, abbastanza complesso e articolato, si arriva a classificare le situazioni riscontrate in tre diverse categoria:

  • materiali integri non suscettibili di danneggiamento, perché non accessibili, protetti o di natura compatta e in buono stato di conservazione;
  • materiali integri suscettibili di danneggiamento, perché accessibili o esposti a fattori di deterioramento quali vibrazioni, correnti d’aria, infiltrazioni d’acqua, urti, danneggiamenti accidentali, ecc;
  • materiali danneggiati per azioni umane, intenzionali o accidentali, o per il naturale deterioramento nel tempo.
  • A ciascuna delle suddette situazioni, si accompagnano diverse misure d’intervento.
  • Nel caso di materiali integri non suscettibili di danneggiamento, occorre effettuare un controllo periodico dei materiali e mettere in atto una strategia per mantenere nel tempo le buone condizioni dei materiali, cioè un programma di controllo e manutenzione.
  • Nel caso di materiali integri suscettibili di danneggiamento, è necessario eliminare le cause del possibile danneggiamento e quindi mettere in atto il programma di controllo e manutenzione così come definito al punto 4 dell’allegato al DM 6/9/94 (rif. “la gestione dell’amianto nelle realtà condominiali”).
  • Se, in seguito alla valutazione dei suddetti fattori (valutazione del rischio) dovesse emergere una situazione tale da poter definire i “materiali danneggiati” , si prende in considerazione l’estensione del danno. Se questo è limitato ed é possibile eliminare le cause che lo hanno prodotto, può risultare sufficiente la riparazione e, successivamente, l’attuazione del programma di controllo e manutenzione. Se il danno è esteso, generalmente superiore al 10% dell’estensione totale del materiale, sarà necessario realizzare un intervento di bonifica. Con il termine “bonifica”, non si deve intendere solamente la rimozione dei materiali, ma possono essere considerati ugualmente efficaci anche interventi di tipo conservativo, come l’incapsulamento o il confinamento dove il materiale in amianto rimane comunque sul posto, avendo però eliminato gli elementi che contribuiscono al suo degrado nel tempo. L’intervento di bonifica più adeguato potrà essere valutato solo in seguito ad una attenta valutazione del rischio e scelto in relazione al miglior rapporto costi/benefici applicabile al caso specifico. Nessun organo di controllo può intervenire in merito alla scelta effettuata dai condomini, se questa è supportata da valutazioni tecniche circostanziate e ben documentate. Ciascuna di queste azioni comporta vantaggi e svantaggi che affronteremo successivamente (rif. “metodi di bonifica e criteri decisionali”).




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