Nel caso di materiali integri non suscettibili di danneggiamento, occorre effettuare un controllo periodico dei materiali e mettere in atto una strategia per mantenere nel tempo le buone condizioni dei materiali, cioè un programma di controllo e manutenzione.

Nel caso di materiali integri suscettibili di danneggiamento, è necessario eliminare le cause del possibile danneggiamento e quindi mettere in atto il programma di controllo e manutenzione così come definito al punto 4 dell’allegato al DM 6/9/94 (rif. “la gestione dell’amianto nelle realtà condominiali”).

Se, in seguito alla valutazione dei suddetti fattori (valutazione del rischio) dovesse emergere una situazione tale da poter definire i “materiali danneggiati” , si prende in considerazione l’estensione del danno. Se questo è limitato ed é possibile eliminare le cause che lo hanno prodotto, può risultare sufficiente la riparazione e, successivamente, l’attuazione del programma di controllo e manutenzione. Se il danno è esteso, generalmente superiore al 10% dell’estensione totale del materiale, sarà necessario realizzare un intervento di bonifica. Con il termine “bonifica”, non si deve intendere solamente la rimozione dei materiali, ma possono essere considerati ugualmente efficaci anche interventi di tipo conservativo, come l’incapsulamento o il confinamento dove il materiale in amianto rimane comunque sul posto, avendo però eliminato gli elementi che contribuiscono al suo degrado nel tempo. L’intervento di bonifica più adeguato potrà essere valutato solo in seguito ad una attenta valutazione del rischio e scelto in relazione al miglior rapporto costi/benefici applicabile al caso specifico. Nessun organo di controllo può intervenire in merito alla scelta effettuata dai condomini, se questa è supportata da valutazioni tecniche circostanziate e ben documentate. Ciascuna di queste azioni comporta vantaggi e svantaggi che affronteremo successivamente (rif. “metodi di bonifica e criteri decisionali”).

Fermo restando quindi la scelta del metodo di bonifica più vantaggioso dal punto di vista costi/benefici (rimozione, incapsulamento, confinamento), i tempi di intervento sono necessariamente dettati dalla presenza di alcuni fattori di rischio, e dalla loro valutazione in termini di gravità, come quelli di seguito riportati:

  • individuazione della tipologia di amianto, compatto o friabile e i quantitativi presenti (censimento e mappatura);
  • valutazione dello stato di usura e di conservazione in cui si trova l’amianto (ispezioni visive e prove a strappo UNI 10608/97);
  • valutazione della probabilità che il materiale rilasci fibre nell’ambiente in concentrazioni e modalità tali da poter essere inalato dagli occupanti (rilievi strumentali);
  • valutazione della probabilità che si verifichi un contatto tra gli occupanti e i MCA (algoritmi di valutazione);
  • valutazione della probabilità che i MCA possano essere “disturbati” o danneggiati accidentalmente o volontariamente (interventi di manutenzione, lavori edili, demolizioni, atti vandalici);
  • assenza di un programma di controllo e manutenzione e di procedure informative agli occupanti volte a limitare la dispersione di fibre nell’ambiente (misure tecniche, organizzative e procedurali di cui al punto 4 del DM 6/9/94).