Sì al lavoro intermittente nelle attività di soccorso e recupero nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati: il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali risponde affermativamente all’interpello presentato dal Consiglio Nazionale dell’ordine dei Consulenti del Lavoro lo scorso 24 marzo 2014.

“Qualsiasi attività lavorativa nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati può essere svolta unicamente da imprese o lavoratori autonomi qualificati” in possesso di determinati requisiti. Lo prevede L’art. 2 del DPR n. 177/2011*

La norma è stata richiamata nella risposta all’interpello del 24 marzo posto dal Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, in ordine alla “possibilità di attivare rapporti di lavoro di natura intermittente nello svolgimento di lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati”.

La direzione generale del Ministero del lavoro ha risposto affermativamente, rilevando che la lett. c) dell’art. 2 del DPR 177/2011 richiede la “presenza di personale, in percentuale non inferiore al 30% della forza lavoro, con esperienza almeno triennale relativa a lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, assunta con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ovvero anche con altre tipologie contrattuali o di appalto”.

Fonte: quotidianosicurezza.it

INFO

* Regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinanti, a norma dell’art. 6, c. 8, lett. g), del TU 81/08.
** Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro
*** Tabella indicante le occupazioni che richiedono un lavoro discontinuo o di semplice attesa o custodia alle quali non è applicabile la limitazione dell’orario.