L’evoluzione della normativa europea sulle sostanze chimiche sta ponendo le aziende italiane di fronte a una sfida senza precedenti.
In questo articolo, analizzeremo l’impatto dei PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) sulla valutazione del rischio chimico e come Alis affianca le imprese nella transizione verso processi produttivi più sicuri e sostenibili.
Cosa sono i PFAS e perché sono definiti “Forever Chemicals”?
I PFAS sono una vasta famiglia di composti chimici sintetici utilizzati dagli anni ’50 per le loro proprietà idrorepellenti, oleorepellenti e di resistenza al calore. Si trovano in innumerevoli applicazioni industriali: dalle schiume antincendio ai rivestimenti dei metalli, dalle guarnizioni tecniche ai tessuti idrorepellenti.
Il termine “Forever Chemicals” deriva dalla loro estrema stabilità: queste sostanze non si degradano nell’ambiente e tendono ad accumularsi nell’organismo umano. L’esposizione professionale prolungata è stata correlata a gravi rischi per la salute, tra cui interferenze con il sistema endocrino, danni epatici e sospetta cancerogenicità.
La Revisione del DVR Chimico: Cosa cambia per le aziende
L’aggiornamento delle restrizioni europee (REACH) e le nuove linee guida nazionali impongono un’immediata revisione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
1. Mappatura e Identificazione delle Sostanze
Il primo passo critico è l’identificazione della presenza di PFAS lungo tutta la catena produttiva. Spesso queste sostanze sono presenti in miscele o componenti acquistati da fornitori terzi. È necessario richiedere Schede di Sicurezza (SDS) aggiornate e verificare la presenza di composti sotto restrizione.
2. Valutazione dell’Esposizione Professionale
Non basta sapere che una sostanza è presente; bisogna misurare quanto il lavoratore ne è esposto. Alis supporta le aziende attraverso:
- Monitoraggio Ambientale: Campionamenti dell’aria nei reparti produttivi per rilevare tracce di aerosol o vapori chimici.
- Monitoraggio Biologico: Analisi specifiche (ove previsto dal Medico Competente) per valutare i livelli di accumulo nei lavoratori esposti.
3. Gerarchia delle Misure di Prevenzione
In conformità con il D.Lgs. 81/08, la priorità assoluta deve essere la Sostituzione. Se tecnicamente possibile, il PFAS deve essere sostituito con un’alternativa sicura. Laddove la sostituzione non sia ancora attuabile, è necessario implementare sistemi di aspirazione localizzata e DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) di terza categoria con filtri specifici.
La Sfida della Compliance e della Sostenibilità
Le restrizioni sui PFAS non sono solo un tema di salute e sicurezza, ma un pilastro della strategia ESG (Environmental, Social, Governance). Un’azienda che proattivamente elimina queste sostanze:
- Riduce il rischio di future sanzioni penali e amministrative.
- Migliora la propria reputazione sui mercati internazionali.
- Protegge il territorio e le falde acquifere da contaminazioni permanenti.
Il ruolo di Alis nella gestione del Rischio Chimico
Affrontare la transizione dai PFAS richiede una competenza multidisciplinare che unisca chimica industriale, medicina del lavoro e ingegneria della sicurezza. Alis offre un servizio integrato di:
- Audit Chimico Specialistico: Analisi dei cicli produttivi per individuare sorgenti di emissione occulte.
- Aggiornamento del DVR Chimico: Calcolo del rischio attraverso algoritmi certificati e inserimento di misure di prevenzione all’avanguardia.
- Formazione Tecnica: Corsi specifici per i lavoratori sulla manipolazione sicura degli agenti chimici e sul corretto utilizzo dei DPI.
Conclusioni
Il superamento dell’era dei PFAS è un passaggio obbligato per l’industria moderna. Le aziende che sapranno anticipare i tempi della normativa, mappando e riducendo il rischio chimico oggi, saranno quelle che domani godranno di una maggiore resilienza operativa e di un posizionamento di mercato superiore.
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