L’importanza dell’ergonomia nei luoghi di lavoro
L’ergonomia nei luoghi di lavoro rappresenta uno degli aspetti più rilevanti, e spesso sottovalutati, della prevenzione in materia di salute e sicurezza. Il suo obiettivo principale è adattare il lavoro all’uomo, e non l’uomo al lavoro, riducendo l’insorgenza di disturbi fisici, stress e cali di produttività.
Nel contesto normativo italiano, l’ergonomia rientra a pieno titolo nella valutazione dei rischi prevista dal D.Lgs. 81/2008, in particolare per quanto riguarda i rischi legati alle posture incongrue, ai movimenti ripetitivi e all’uso prolungato di attrezzature e videoterminali.
Che cos’è l’ergonomia del lavoro
L’ergonomia è la disciplina che studia l’interazione tra lavoratore, ambiente di lavoro, strumenti e organizzazione delle attività. In ambito aziendale, si concentra su:
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progettazione delle postazioni di lavoro;
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organizzazione dei carichi e dei ritmi lavorativi;
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postura, movimenti e sforzi fisici;
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comfort ambientale (illuminazione, rumore, microclima).
Una corretta applicazione dei principi ergonomici consente di prevenire disturbi muscolo-scheletrici, affaticamento mentale e riduzione delle capacità lavorative nel tempo.
Ergonomia e normativa sulla sicurezza
Il D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza, inclusi quelli di natura ergonomica. In particolare:
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il Titolo I richiama il principio generale di adattamento del lavoro all’uomo;
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il Titolo VI disciplina l’uso dei videoterminali, imponendo requisiti ergonomici per sedute, schermi, tastiere e organizzazione delle pause;
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il Titolo VIII e le norme tecniche di riferimento considerano i rischi da movimentazione manuale dei carichi e da movimenti ripetitivi.
L’ergonomia, quindi, non è una scelta facoltativa ma un obbligo giuridico, da integrare nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
I principali rischi ergonomici
Una scarsa attenzione all’ergonomia può generare numerosi problemi, tra cui:
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dolori a schiena, cervicale e spalle;
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sindrome del tunnel carpale;
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tendiniti e infiammazioni articolari;
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affaticamento visivo e mentale;
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aumento dell’assenteismo e del turnover.
Questi disturbi, se trascurati, possono evolvere in malattie professionali con conseguenze rilevanti sia per il lavoratore sia per l’azienda.
Benefici dell’ergonomia per aziende e lavoratori
Investire nell’ergonomia dei luoghi di lavoro produce vantaggi concreti e misurabili:
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riduzione degli infortuni e delle malattie professionali;
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miglioramento del benessere psicofisico dei lavoratori;
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aumento della concentrazione e della produttività;
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diminuzione dei costi legati ad assenze e contenziosi;
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miglioramento del clima aziendale e dell’immagine dell’impresa.
Un ambiente di lavoro ergonomicamente corretto favorisce anche una maggiore sostenibilità organizzativa nel medio-lungo periodo.
Buone pratiche ergonomiche da adottare
Alcuni interventi ergonomici efficaci includono:
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regolazione corretta di sedie, scrivanie e schermi;
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adeguata illuminazione naturale e artificiale;
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alternanza tra posture statiche e dinamiche;
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organizzazione razionale dei carichi di lavoro;
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formazione dei lavoratori su postura e movimenti corretti.
Queste misure, se integrate nel DVR e nel piano di prevenzione aziendale, contribuiscono a una gestione più consapevole e moderna della sicurezza.
Il ruolo del datore di lavoro e delle figure della sicurezza
Il datore di lavoro è responsabile dell’individuazione e della gestione dei rischi ergonomici, con il supporto di:
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Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP);
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Medico Competente, per la sorveglianza sanitaria;
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Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).
La collaborazione tra queste figure è fondamentale per tradurre l’analisi ergonomica in azioni concrete e migliorative.




