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1000 Cantieri per lo Sport

impianti sportivi

«1000 Cantieri per lo Sport». È il progetto presentato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport, Graziano Delrio, dal commissario dell’Istituto per il Credito Sportivo Paolo D’Alessio e dal delegato dell’Anci allo sport, Roberto Pella, nell’ambito della XXXI assemblea annuale dell’AnciSi tratta di un grosso piano per l’incentivazione degli interventi di manutenzione, di ristrutturazione o di costruzione ex-novo di impianti sportivi di base. Mutui a tasso zero, per un totale di 150 milioni di euro più 44 milioni per l’abbattimento degli interessi, destinati a  500 spazi sportivi scolastici e 500 impianti sportivi di base pubblici e privati.

“Dopo le misure per l’edilizia scolastica  e per i cantieri da concludere inseriti nello Sblocca Italia – ha detto il sottosegretario Delrio – ora la Presidenza del Consiglio e l’Istituto per il Credito Sportivo hanno  attivato la possibilità per gli enti pubblici e privati di accendere mutui a tasso zero per impianti sportivi nelle scuole e di base. Un’altra risposta per essere vicini alle famiglie e ai giovani”.

Il primo progetto partirà entro la fine di novembre e sarà rivolto ai primi 500 interventi negli impianti sportivi scolastici.

L’Istituto per il Credito Sportivo ha destinato agli Enti locali 75 milioni di euro con mutui a tasso zero reso possibile da 22 milioni di euro del «Fondo speciale per la concessione di contributi in conto interessi sull’impiantistica sportiva». L’importo massimo per ogni intervento è di 150 mila euro erogato come mutuo di durata massima di 15 anni da contrarre con l’Istituto per il Credito Sportivo. Nel caso in cui l’intervento superi la cifra, la parte superiore godrà di contribuzione in conto interessi come dai piani operativi dell’Istituto.

Gli enti locali proprietari delle scuole potranno:

  • Attuare interventi relativi a spazi ed impianti sportivi scolastici esistenti: come ristrutturazioni, ammodernamento, ampliamento, completamento, riconversione, adeguamento tecnologico, manutenzione straordinaria, bonifica dell’amianto, adeguamento delle normative sulla sicurezza e sull’abbattimento delle barriere architettoniche, efficientamento energetico, attrezzatura
  • Realizzare nuovi spazi ed impianti sportivi scolastici

Per intervenire in modo capillare e uniforme sul territorio italiano ci saranno un numero di interventi per ogni regione sulla base della popolazione in età scolare con un incremento del 10%  per le regioni del Sud che presentano deficit di infrastrutture sportive scolastiche. Limiti sono stati posti al numero di mutui concedibili ad ogni Ente locale in base al numero di abitanti.

In base ai parametri i 500 interventi saranno così ripartiti tra le Regioni:
Lombardia 72, Campania 64, Sicilia 51, Lazio 45, Puglia 41, Veneto 37, Emilia Romagna 34, Piemonte 30, Toscana 28, Calabria 19, Sardegna 13, Marche 12, Liguria 10, Abruzzo 10, Trentino Alto Adige 9, Friuli Venezia Giulia 8, Umbria 7, Basilicata 6, Valle d’Aosta 2 e Molise 2.

A gennaio 2015 partirà invece il secondo progetto rivolto agli altri 500 interventi negli impianti sportivi destinatari di ulteriori 75 milioni di euro con mutui a tasso zero grazie all’utilizzo di altrettanti 22 milioni di euro del «Fondo per lo sviluppo e la capillare diffusione della pratica sportiva» e  del «Fondo Contributi negli Interessi». I mutui saranno richiedibili dagli Enti Locali e dai soggetti privati (società ed associazioni sportive, parrocchie ed enti morali, ecc.) che vogliano ristrutturare o costruire spazi ed impianti sportivi di base.

Il progetto, reso possibile dalla collaborazione tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Istituto del Credito sportivo, prevede un importo massimo per ogni intervento di 150 mila euro  (per i soggetti diversi dagli Enti locali una percentuale del costo del progetto resterà a loro carico) erogato per una durata massima di 15 anni per gli Enti locali e 10 anni per i soggetti privati.

L’erogazione del contributo è da concordare con la Conferenza Stato Regioni o da definire con ciascuna Regione in relazione al plafond che le sarà attribuito.

Il progetto

Fonte: www.governo.it

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