Un articolo del Corriere della Sera rende conto di un’interessantissima iniziativa didattica, che affronta in maniera efficace quanto originale il tema della sicurezza sul lavoro e della salute. Il Radon e’ un gas radioattivo, incolore ed estremamente volatile, prodotto dal decadimento di Torio e Uranio. Esso, come riporta un recente rapporto dell’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro,  “costituisce oggi in Italia la seconda causa di cancro al polmone dopo il fumo di tabacco (circa 6000 persone all’anno).” L’esposizione a questo importante inquinante ha luogo negli ambienti confinati, principalmente nelle abitazioni, e varia in funzione di numerosi fattori quali la natura del suolo, l’area geografica, la tipologia di edificio, l’assetto impiantistico etc.

Una delle Mappe sul Rischio Radon prodotte dagli studenti

Una delle Mappe sul Rischio Radon prodotte dagli studenti

Ebbene, si legge nell’articolo, gli studenti dell’Istituto Greppi di Monticello Brianza, in provincia di Lecco, hanno creato due «radon map» costruite inserendo i dati delle oltre 320 rilevazioni già effettuate in questi mesi. “In una unendo i risultati dei punti si ottengono i risultati complessivi delle aree esaminate, nell’altra invece sono elencati tutti i punti rilevati con i risultati di dettaglio. La scuola infatti sta portando avanti dallo scorso anno scolastico un progetto per mappare il territorio e per far conoscere ad altri studenti, alle famiglie, alle istituzioni, i danni causati dal gas. Oltre duecento i ragazzi coinvolti, ciascuno con un suo ruolo: alcune classi con i rispettivi insegnanti hanno curato la parte scientifica (una sessantina di alunni in tutto), altre si sono occupate di quella informatica.”

Secondo il docente di fisica Valter Giuliani gli obbiettivi dell progetto sono due: «Monitorare con strumenti adeguati e sensibilizzare l’opinione pubblica verso un problema ancora poco noto che davvero può incidere sulla qualità di vita delle persone. Chiunque può unirsi, anzi può contribuire a far crescere questa ricerca che è utile per un territorio vasto e densamente popolato». «Ma la nostra informazione – concludono le due insegnanti Anna Rosa Besana e Rossella Gattinoni – non è solo virtuale: in questo anno scolastico i nostri alunni spiegheranno in altre scuole e in occasioni pubbliche il progetto. Tali conferenze verranno realizzate dai ragazzi utilizzando i dati raccolti nella prima annualità e i supporti elaborati nella seconda ovvero video, mappe interattive, locandine informative».