Nel 2025 la sicurezza sul lavoro rappresenta una sfida ancora aperta per molte piccole e medie imprese. Nonostante l’evoluzione normativa e la crescente attenzione al tema della prevenzione, le PMI continuano a registrare criticità significative nella gestione della salute e sicurezza dei lavoratori. Spesso queste difficoltà non derivano da una mancanza di volontà, ma da una sottovalutazione dei rischi, da approcci standardizzati e da una formazione poco aderente alla realtà operativa.
Comprendere quali sono gli errori più comuni consente alle PMI di intervenire in modo mirato, migliorando i livelli di sicurezza senza necessariamente sostenere costi elevati.
Sottovalutazione dei rischi: un problema culturale
Uno degli errori più frequenti nelle PMI è la sottovalutazione dei rischi legati alle attività lavorative. In molte realtà di dimensioni ridotte si tende a considerare l’ambiente di lavoro “poco pericoloso”, soprattutto quando le lavorazioni sono svolte da personale con esperienza o quando non si sono verificati incidenti significativi in passato.
Questa percezione, tuttavia, può essere fuorviante. Anche attività apparentemente semplici possono nascondere rischi rilevanti se non adeguatamente analizzati. Nel 2025, la sicurezza sul lavoro nelle PMI richiede un cambio di mentalità: la prevenzione non deve basarsi sull’assenza di incidenti, ma sulla consapevolezza dei pericoli potenziali.
La sottovalutazione dei rischi porta spesso a:
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mancata individuazione delle situazioni pericolose;
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assenza di misure preventive adeguate;
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comportamenti non sicuri consolidati nel tempo.
DVR standardizzati e non aggiornati
Un altro errore ricorrente riguarda l’utilizzo di Documenti di Valutazione dei Rischi standardizzati e non aggiornati. In molte PMI il DVR viene redatto una sola volta, spesso utilizzando modelli generici, e successivamente archiviato senza un reale utilizzo operativo.
Nel 2025 questo approccio risulta inefficace e potenzialmente pericoloso. Il DVR deve essere uno strumento dinamico, costruito sulla base delle reali attività aziendali e aggiornato ogni volta che intervengono cambiamenti organizzativi, tecnologici o ambientali.
Un DVR non aggiornato può:
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non riflettere i rischi reali presenti in azienda;
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non prevedere misure di prevenzione adeguate;
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esporre l’impresa a responsabilità in caso di infortunio.
Per le PMI è fondamentale superare la logica del “documento formale” e utilizzare il DVR come base concreta per la gestione quotidiana della sicurezza.
Formazione non adeguata al contesto reale
La formazione rappresenta uno dei pilastri della prevenzione, ma nelle PMI viene spesso affrontata in modo superficiale. Corsi standard, contenuti poco aderenti alle mansioni svolte e formazione percepita come un obbligo burocratico sono elementi ancora diffusi nel 2025.
Una formazione non adeguata al contesto reale non produce cambiamenti nei comportamenti dei lavoratori e non riduce in modo significativo il rischio di infortuni. Al contrario, può creare una falsa percezione di sicurezza.
La formazione efficace deve:
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essere specifica per le attività svolte;
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utilizzare esempi pratici e situazioni reali;
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coinvolgere attivamente i lavoratori;
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essere aggiornata nel tempo.
Per le PMI, investire in una formazione mirata significa aumentare la consapevolezza dei lavoratori e ridurre gli errori operativi legati alla scarsa conoscenza dei rischi.
Errori organizzativi e mancanza di procedure chiare
Oltre agli aspetti documentali e formativi, molte PMI presentano criticità sul piano organizzativo. La mancanza di procedure chiare, di ruoli definiti e di responsabilità esplicite può generare confusione e comportamenti non sicuri.
Nel 2025, anche le imprese di piccole dimensioni devono adottare un minimo di struttura organizzativa per la gestione della sicurezza. Questo non significa introdurre sistemi complessi, ma definire regole chiare e condivise.
Tra gli errori più comuni si riscontrano:
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assenza di istruzioni operative scritte;
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comunicazione inefficace delle regole di sicurezza;
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mancanza di controlli interni.
Questi fattori contribuiscono ad aumentare il rischio di infortuni, soprattutto in contesti caratterizzati da ritmi di lavoro elevati.
Come le PMI possono migliorare senza grandi costi
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la possibilità per le PMI di migliorare la sicurezza sul lavoro senza sostenere investimenti eccessivi. Nel 2025 esistono numerose soluzioni organizzative e gestionali che possono essere adottate con costi contenuti.
Alcuni esempi includono:
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aggiornare periodicamente il DVR in base alle reali attività;
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pianificare brevi momenti formativi mirati;
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coinvolgere i lavoratori nella segnalazione dei rischi;
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migliorare la comunicazione interna sulla sicurezza;
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adottare semplici procedure operative.
Questi interventi, se ben strutturati, possono avere un impatto significativo sulla prevenzione degli infortuni e sul miglioramento del clima aziendale.
Prevenzione come investimento strategico
Nel 2025, la prevenzione degli infortuni nelle PMI deve essere considerata un investimento e non un costo. Gli infortuni, infatti, generano costi diretti e indiretti che spesso superano di gran lunga quelli necessari per implementare misure preventive efficaci.
Ridurre gli errori nella gestione della sicurezza consente alle PMI di:
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tutelare la salute dei lavoratori;
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ridurre assenze e interruzioni operative;
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migliorare l’immagine aziendale;
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aumentare la competitività nel lungo periodo.
Conclusioni
La sicurezza sul lavoro nelle PMI nel 2025 è ancora caratterizzata da errori ricorrenti che possono essere evitati con un approccio più consapevole e strutturato. Sottovalutare i rischi, utilizzare DVR standardizzati e trascurare la formazione sono criticità che espongono le imprese a conseguenze significative.
Affrontare questi aspetti in modo sistematico permette alle PMI di migliorare la prevenzione degli infortuni senza grandi costi, trasformando la sicurezza in un elemento di valore per l’organizzazione.




