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Rischio idrogeologico: nasce la coalizione tra associazioni e ordini

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Associazioni, ordini professionali, sindaci ed esperti uniti per dare il via nel nostro Paese ad una efficace politica di mitigazione del rischio da frane e alluvioni in Italia.
Definire con maggiore chiarezza il ruolo delle Autorità di Bacino Distrettuali, avviando urgentemente la loro costituzione; uscire dalla logica dei Commissari straordinari; approvare rapidamente la legge sul consumo di suolo; contare su risorse adeguate e spendibili in tempi certi con un sistema di regole chiare e trasparenti. Sono queste le principali proposte portate avanti dalla Coalizione per la prevenzione del rischio idrogeologico che le principali associazioni ambientaliste e di categoria, i Consigli nazionali degli ordini professionali e le associazioni imprenditoriali di settore, i Sindaci e il mondo dei tecnici e della ricerca – che avevano già intrapreso, dal 2013, un percorso comune per rispondere in maniera efficace alle ripetute emergenze – hanno deciso di costituire a seguito dell’ennesima tragedia causata dal rischio idrogeologico che ha colpito in questi giorni Genova e la Liguria.
Un organismo straordinario che vede la partecipazione di tanti soggetti competenti in materia di acque e difesa del suolo, con ruoli e compiti diversi ma con l’obiettivo comune di condividere l’urgenza e l’importanza di azioni efficaci per la prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico nel nostro Paese.
I soggetti che costituiscono la coalizione sono:
Legambiente, Coldiretti, Anci, Consiglio nazionale dei geologi, Consiglio nazionale degli architetti, Consiglio nazionale dei dottori agronomi e forestali, Consiglio nazionale degli ingegneri, Consiglio nazionale dei geometri, Inu, Ance, WWF, Touring Club Italiano, Slow Food Italia, Cirf, Aipin, Sigea, Tavolo nazionale dei contratti di fiume Ag21 Italy, Federparchi, Gruppo183, Arcicaccia, Alta Scuola, FAI, Italia, Nostra, CTS, Società italiana dei territorialisti, Lipu, Cai, Aiab, Federazione nazionale Pro Natura, Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio.
“L’obiettivo principale della Coalizione è quello di riportare tra le priorità politiche del nostro Paese  una strategia generale di governo del territorio e delle acque e un’efficace politica di adattamento ai cambiamenti climatici per la mitigazione del rischio da frane e alluvioni, facendo rientrare le misure e gli interventi da mettere in atto nella logica multidisciplinare e sistemica della pianificazione di bacino, coerentemente con quanto previsto dalle direttive europee (acque (2000/60/CE), alluvioni (2007/60/CE) e habitat), definendo altresì gli strumenti inequivocabili per la loro puntuale e conforme attuazione.”
Anche gli ultimi provvedimenti normativi però sembrano andare in direzione contraria, rispetto all’attuazione di una politica ordinaria di difesa del suolo in grado di coniugare tutela dell’ambiente e riduzione del rischio idrogeologico. Il cosiddetto “Decreto sblocca Italia” si orienta diversamente da quanto è auspicabile, esautorando le comunità locali e altri soggetti da una partecipazione attiva rispetto a opere che riguardano il proprio territorio o quello da esse amministrato.
“Chiediamo quindi quanto prima un incontro con il Governo, in particolare con il ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare Gianluca Galletti e il responsabile dell’unità di missione Italia Sicura Erasmo D’Angelis per presentare le proposte contenute nel documento “Prevenzione e mitigazione del rischio, le priorità per il governo del Paese“, elaborate attraverso il confronto e la partecipazione di tutti i soggetti interessati.”
Diverse sono le proposte portate avanti dalla coalizione, tra queste:
– definire con maggiore chiarezza il ruolo delle Autorità di Bacino Distrettuali, avviando urgentemente la loro costituzione, dotandole di adeguate risorse umane e finanziarie;
– uscire dalla logica dei Commissari straordinari per garantire il coinvolgimento e la partecipazione dei territori per la costruzione di una concreta politica di mitigazione;
– approvare rapidamente la legge sul consumo di suolo e una sua regolamentazione al fine di favorire la cultura della riqualificazione e dei servizi ecosistemici nel rapporto aree urbane e aree rurali;
– contare su risorse adeguate e spendibili in tempi certi con un sistema di regole chiare e trasparenti e un’attenta valutazione sull’efficacia ambientale degli interventi.
La Coalizione si farà promotrice di diverse iniziative nazionali e sui territori maggiormente coinvolti, con l’intento di avviare percorsi virtuosi e soprattutto efficaci di prevenzione e mitigazione del rischio, dedicati al tempo stesso alla formazione e informazione ai cittadini.

Fonte: Sole24ore

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