Nel sistema delineato dal D.Lgs. 81/2008, la salute e sicurezza sul lavoro non può essere garantita esclusivamente dall’adozione di norme e procedure formali. Un ruolo centrale è svolto dalle competenze delle persone coinvolte, intese come insieme di conoscenze, abilità ed esperienza necessarie per individuare, valutare e gestire correttamente i rischi lavorativi.
La costruzione di una solida cultura della sicurezza passa inevitabilmente attraverso lo sviluppo e il mantenimento di competenze adeguate a tutti i livelli dell’organizzazione.
Il concetto di competenza nella sicurezza sul lavoro
Definizione di competenza
In ambito prevenzionistico, la competenza non si esaurisce nella formazione teorica, ma comprende:
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conoscenza delle norme e delle procedure di sicurezza;
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capacità di applicare tali conoscenze in contesti operativi reali;
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consapevolezza dei rischi specifici delle attività svolte;
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esperienza pratica e capacità di prendere decisioni adeguate in situazioni critiche.
Le competenze devono quindi essere contestualizzate rispetto all’organizzazione, alle mansioni e agli ambienti di lavoro.
Competenze e ruoli nel sistema di prevenzione aziendale
Datore di lavoro
Il datore di lavoro è il principale garante della sicurezza e deve possedere competenze tali da:
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comprendere i rischi presenti in azienda;
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organizzare efficacemente il sistema di prevenzione;
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individuare figure competenti e affidabili;
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assumere decisioni informate in materia di salute e sicurezza.
L’assenza di competenze adeguate può tradursi in scelte organizzative inefficaci e in un aumento del rischio infortunistico.
Dirigenti e preposti
Dirigenti e preposti svolgono un ruolo operativo fondamentale. Le loro competenze devono consentire di:
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attuare concretamente le misure di prevenzione;
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vigilare sul rispetto delle procedure di sicurezza;
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individuare tempestivamente situazioni di pericolo;
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intervenire in modo corretto in caso di comportamenti non sicuri.
Competenze dei lavoratori e consapevolezza del rischio
Il ruolo attivo dei lavoratori
I lavoratori non sono meri destinatari delle misure di sicurezza, ma parte attiva del sistema di prevenzione. Le loro competenze devono permettere di:
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riconoscere i rischi legati alla propria mansione;
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utilizzare correttamente attrezzature e dispositivi di protezione;
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segnalare situazioni pericolose o anomalie;
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adottare comportamenti coerenti con le regole di sicurezza.
Una formazione meramente formale, non accompagnata da reale comprensione e consapevolezza, risulta inefficace.
Formazione, addestramento ed esperienza
Formazione come base, non come fine
La formazione in materia di salute e sicurezza è uno strumento essenziale, ma non sufficiente se non accompagnata da:
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addestramento pratico;
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aggiornamento periodico;
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verifica dell’effettiva acquisizione delle competenze;
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integrazione con l’esperienza sul campo.
Le competenze devono essere dinamiche e adattarsi all’evoluzione dei rischi, delle tecnologie e delle modalità operative.
Competenze e cultura della sicurezza
Dalla norma alla cultura organizzativa
Una vera cultura della sicurezza si sviluppa quando le competenze diventano patrimonio condiviso dell’organizzazione e si traducono in:
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comportamenti sicuri spontanei;
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attenzione costante ai rischi;
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comunicazione efficace tra i diversi ruoli;
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partecipazione attiva alla prevenzione.
In questo contesto, la sicurezza non è percepita come un obbligo burocratico, ma come un valore aziendale.
Implicazioni operative per le aziende
Per rafforzare le competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro, le aziende dovrebbero:
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Valutare periodicamente le competenze dei soggetti coinvolti.
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Progettare percorsi formativi mirati e specifici.
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Integrare formazione, addestramento ed esperienza pratica.
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Favorire la partecipazione e il confronto sui temi della sicurezza.
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Promuovere una leadership orientata alla prevenzione.




