Con il Decreto Sicurezza Lavoro 2025, il legislatore rafforza in modo significativo gli strumenti di controllo e prevenzione nei cantieri temporanei e mobili. Tra questi, il badge di cantiere assume un ruolo centrale come misura concreta per garantire trasparenza, tracciabilità e tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. L’obiettivo della norma è contrastare lavoro irregolare, subappalti non dichiarati e presenze non autorizzate, migliorando al contempo l’efficacia dei controlli ispettivi.
Cos’è il badge di cantiere
Il badge di cantiere è un dispositivo di identificazione personale che ogni lavoratore operante in un cantiere deve indossare in modo visibile. Attraverso il badge è possibile identificare immediatamente:
-
l’identità del lavoratore;
-
il datore di lavoro o l’impresa di appartenenza;
-
il ruolo svolto all’interno del cantiere.
Il badge rappresenta quindi uno strumento di riconoscimento immediato, utile sia per la gestione interna del cantiere sia per le verifiche da parte degli organi di vigilanza.
Il quadro normativo di riferimento
L’obbligo di identificazione dei lavoratori nei cantieri non è una novità assoluta, ma il Decreto Sicurezza Lavoro 2025interviene per:
-
rafforzarne l’applicazione pratica;
-
renderne più stringenti i controlli;
-
collegare il badge ai nuovi sistemi di tracciabilità e vigilanza.
Il badge si inserisce in una strategia più ampia di digitalizzazione e controllo delle presenze, volta a rendere i cantieri più sicuri e conformi alla normativa.
Quando il badge di cantiere è obbligatorio
Il badge di cantiere è obbligatorio per:
-
lavoratori dipendenti di imprese appaltatrici e subappaltatrici;
-
lavoratori autonomi presenti in cantiere;
-
personale che opera stabilmente o temporaneamente all’interno dell’area di lavoro.
L’obbligo riguarda tutti i cantieri temporanei o mobili, indipendentemente dalla durata dei lavori o dal numero di addetti presenti.
Contenuti minimi del badge
Secondo le indicazioni normative, il badge deve contenere almeno:
-
nome e cognome del lavoratore;
-
fotografia identificativa;
-
denominazione del datore di lavoro o dell’impresa;
-
indicazione del ruolo o della qualifica.
Il decreto lascia spazio anche a soluzioni più evolute, come badge digitali o integrati con sistemi elettronici di controllo accessi, purché garantiscano chiarezza e immediata riconoscibilità.
Finalità del badge di cantiere
L’introduzione e il rafforzamento del badge di cantiere rispondono a più esigenze:
-
sicurezza: sapere chi è presente in cantiere in caso di emergenza;
-
legalità: contrastare lavoro nero e irregolare;
-
responsabilità: rendere chiari ruoli e competenze;
-
controllo: agevolare le attività ispettive e di vigilanza.
Il badge diventa così uno strumento operativo che affianca DVR, POS e PSC nella gestione complessiva della sicurezza.
Responsabilità di imprese e datori di lavoro
La responsabilità di fornire il badge ricade sul datore di lavoro o sull’impresa che impiega il lavoratore. In particolare, è necessario:
-
predisporre badge conformi ai requisiti normativi;
-
verificare che siano sempre indossati in modo visibile;
-
coordinarsi con committenti e altre imprese presenti in cantiere.
Il mancato rispetto di tali obblighi può comportare sanzioni amministrative, oltre a conseguenze più gravi in caso di controlli ispettivi o incidenti.
Impatto sui controlli e sulle sanzioni
Il Decreto Sicurezza Lavoro 2025 rafforza i poteri di controllo degli organi di vigilanza, che possono:
-
verificare immediatamente la regolarità delle presenze;
-
confrontare i dati del badge con contratti e comunicazioni obbligatorie;
-
adottare provvedimenti in caso di irregolarità.
L’assenza del badge o l’utilizzo non conforme è considerata un indice di criticità organizzativa, che può portare a sanzioni e ulteriori accertamenti.



