Ogni azienda deve avere lavoratori incaricati della lotta antincendio e della gestione delle emergenze, formati secondo il DM 2 settembre 2021. Il decreto, in vigore dal 4 ottobre 2022, ha sostituito le regole del vecchio DM 10 marzo 1998 su formazione degli addetti, piano di emergenza ed esercitazioni. In questa guida vediamo chi deve nominare gli addetti, come si sceglie il livello del corso, quante ore servono, ogni quanto va fatto l’aggiornamento e quando serve l’idoneità tecnica dei Vigili del Fuoco.
Chi deve nominare gli addetti antincendio
Secondo gli artt. 18 e 43 del D.Lgs. 81/2008 il datore di lavoro deve designare i lavoratori incaricati della prevenzione incendi, della lotta antincendio e della gestione delle emergenze. L’obbligo vale per tutte le aziende con almeno un lavoratore, indipendentemente dal settore.
- Il numero di addetti dipende dalla valutazione del rischio incendio: dimensioni dei locali, persone presenti, turni, presenza di pubblico. Devono essere disponibili in ogni turno di lavoro.
- Il lavoratore designato non può rifiutare l’incarico se non per giustificato motivo.
- Nelle aziende fino a 5 lavoratori il datore di lavoro può svolgere direttamente questi compiti (art. 34), ma deve comunque frequentare il corso.
I tre livelli di formazione
Il DM 2 settembre 2021 collega il corso al livello di rischio dell’attività, che emerge dalla valutazione dei rischi:
- Livello 1: attività a basso rischio di incendio, come la gran parte di uffici e negozi di piccole dimensioni, non soggetti ai controlli dei Vigili del Fuoco.
- Livello 2: attività a rischio medio, tra cui buona parte delle attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco (DPR 151/2011), cantieri temporanei e mobili con lavorazioni a rischio, depositi e officine.
- Livello 3: attività a rischio elevato, elencate nell’Allegato IV del decreto, come stabilimenti a rischio di incidente rilevante, grandi strutture sanitarie, grandi alberghi, scuole e uffici molto affollati, locali di pubblico spettacolo di grandi dimensioni.
Scegliere un livello troppo basso è uno degli errori che emergono più spesso nelle ispezioni. Il livello va motivato nel DVR e nella valutazione del rischio incendio.

Durata dei corsi e dell’aggiornamento
I contenuti minimi e le durate sono fissati nell’Allegato III del decreto. Ogni corso comprende una parte teorica e una parte pratica, con uso di estintori e, dal livello 2, di naspi e idranti.
- Livello 1: corso di 4 ore, aggiornamento di 2 ore.
- Livello 2: corso di 8 ore, aggiornamento di 5 ore.
- Livello 3: corso di 16 ore, aggiornamento di 8 ore.
L’aggiornamento è obbligatorio almeno ogni 5 anni. Il decreto stabilisce anche requisiti specifici per i docenti, che devono dimostrare competenze teoriche e pratiche e a loro volta aggiornarsi periodicamente.
Quando serve l’idoneità tecnica
Per le attività dell’Allegato IV, oltre al corso di livello 3, gli addetti devono conseguire l’attestato di idoneità tecnica con un esame davanti ai Vigili del Fuoco. Il solo attestato di frequenza del corso, in questi casi, non basta.
Piano di emergenza ed esercitazioni
Il decreto chiede di predisporre un piano di emergenza scritto nei luoghi di lavoro:
- con almeno 10 lavoratori;
- aperti al pubblico con presenza contemporanea di più di 50 persone;
- soggetti ai controlli dei Vigili del Fuoco (Allegato I del DPR 151/2011).
Negli altri casi bastano misure organizzative e gestionali da adottare in caso di incendio, riportate nella valutazione dei rischi. Il piano deve indicare compiti, procedure di evacuazione, punti di raccolta, chiamata dei soccorsi e assistenza alle persone con esigenze particolari. Va provato con almeno un’esercitazione all’anno, che coinvolga tutti i lavoratori.
Il DM 1 settembre 2021, che fa parte dello stesso pacchetto, regola invece i controlli e la manutenzione periodica di estintori, idranti e impianti, che devono essere registrati. Sul tema abbiamo scritto anche un approfondimento sul rischio incendio nei locali.
Gli errori più comuni
- Attestati scaduti da più di 5 anni, senza aggiornamento.
- Un solo addetto per azienda, quando si lavora su più turni o più sedi.
- Livello del corso non coerente con l’attività, oppure non motivato nel DVR.
- Piano di emergenza mai provato con un’esercitazione o non aggiornato dopo cambi di layout.
- Nessuna procedura per visitatori, clienti e lavoratori di ditte esterne.
Domande frequenti
Ogni quanto si aggiorna il corso antincendio?
Almeno ogni 5 anni, con un corso di 2, 5 o 8 ore a seconda del livello (1, 2 o 3).
Quante ore dura il corso per addetti antincendio?
4 ore per il livello 1, 8 ore per il livello 2 e 16 ore per il livello 3, secondo il DM 2 settembre 2021.
Il datore di lavoro può fare da addetto antincendio?
Sì, nelle aziende fino a 5 lavoratori, dopo aver frequentato il corso previsto per il livello di rischio dell’attività.
Il piano di emergenza è sempre obbligatorio?
È obbligatorio con almeno 10 lavoratori, nei luoghi aperti al pubblico con più di 50 persone presenti e nelle attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco. Negli altri casi servono comunque misure per gestire l’emergenza.
Quando serve l’esame dei Vigili del Fuoco?
Per gli addetti delle attività a rischio elevato elencate nell’Allegato IV del DM 2 settembre 2021, che devono ottenere l’attestato di idoneità tecnica.
Gruppo Alis dal 1996 affianca le imprese di Roma e del Lazio nella valutazione del rischio incendio, nella redazione del piano di emergenza e nei corsi obbligatori per gli addetti. Chiama lo 06 81174371 o scrivici dalla pagina Contatti.
Fonti: D.Lgs. 81/2008, artt. 18, 34, 43, 46; DM 2 settembre 2021 (criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza), Allegati II, III e IV; DM 1 settembre 2021; DM 3 settembre 2021; DPR 151/2011; Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, programmi dei corsi di aggiornamento per addetti antincendio.

