La sicurezza sul lavoro è tornata al centro del dibattito pubblico e politico. Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, i dati sugli infortuni e sui decessi sul posto di lavoro continuano a destare preoccupazione. Per questo motivo il Governo, attraverso il Ministero del Lavoro guidato da Marina Calderone, sta preparando un nuovo decreto legge che vedrà la luce entro la fine di settembre 2025. L’obiettivo dichiarato è chiaro: rafforzare la prevenzione, potenziare i controlli, incrementare la formazione e diffondere una vera cultura della sicurezza, non solo nei luoghi di lavoro ma anche nelle scuole, affinché le nuove generazioni crescano con maggiore consapevolezza.
Questa prospettiva rappresenta una svolta importante e tocca da vicino imprese, professionisti, sindacati e lavoratori, che si troveranno a gestire novità normative e organizzative significative.
Le misure previste dal decreto
Il decreto in arrivo punta a una revisione strutturale di alcuni aspetti fondamentali. Le principali novità riguardano:
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Prevenzione rafforzata: l’idea è quella di introdurre strumenti e prassi che riducano gli infortuni alla radice, con protocolli più chiari e applicazioni immediate nelle diverse realtà produttive.
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Controlli più serrati: si prevede un potenziamento delle ispezioni e delle verifiche sul rispetto delle norme, anche attraverso un uso più massiccio di strumenti digitali di monitoraggio.
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Formazione continua: l’aggiornamento professionale sarà sempre più centrale, con percorsi tracciabili e riconosciuti ufficialmente.
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Cultura della sicurezza: l’inserimento di moduli didattici nei programmi scolastici mira a creare cittadini più consapevoli e lavoratori futuri più preparati.
Innovazione digitale al servizio della sicurezza
Uno dei punti di forza del decreto è rappresentato dall’integrazione di strumenti digitali avanzati, che renderanno più trasparente e verificabile la formazione dei lavoratori.
Tra questi spiccano:
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Il Fascicolo sociale e lavorativo del cittadino, una sorta di “carta d’identità professionale” digitale che conterrà informazioni su qualifiche, corsi svolti, certificazioni e aggiornamenti obbligatori.
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La piattaforma Siisl, già attiva per l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro, che verrà utilizzata anche per tracciare i percorsi formativi.
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Il badge elettronico, allo studio, che permetterà di certificare in modo semplice e immediato la partecipazione ai corsi di sicurezza, evitando falsificazioni o lacune.
Queste innovazioni rispondono a una duplice esigenza: garantire la tracciabilità dei percorsi e responsabilizzare le imprese, che dovranno assicurarsi che i propri dipendenti siano sempre aggiornati.
Violenza e molestie: nuove tutele nel Testo Unico
Il decreto legge in arrivo modificherà anche il Testo Unico sulla sicurezza (D.Lgs. 81/2008), introducendo al suo interno temi finora poco affrontati ma di grande rilevanza sociale: violenza e molestie sul lavoro.
Questa scelta non è casuale. Negli ultimi anni, anche a seguito delle convenzioni internazionali ratificate dall’Italia, è cresciuta l’attenzione su fenomeni che mettono a rischio la salute psicologica dei lavoratori. Inserire la tutela contro violenza e molestie nel Testo Unico significa riconoscere che la sicurezza non riguarda solo macchinari e procedure, ma anche il benessere relazionale ed emotivo delle persone.
Il confronto con le parti sociali
Il decreto non nasce in modo unilaterale. Governo, sindacati e imprese sono seduti intorno allo stesso tavolo per discutere i contenuti e trovare un equilibrio tra le esigenze di protezione e quelle di sostenibilità economica.
Le parti sociali hanno già chiesto con forza maggiori stanziamenti da inserire nella prossima Legge di Bilancio. La preoccupazione è che senza risorse dedicate, le misure rischino di rimanere sulla carta. I controlli richiedono ispettori formati, la formazione necessita di fondi per essere diffusa capillarmente, e l’innovazione digitale comporta investimenti non indifferenti.
I dati che impongono il cambiamento
La necessità di un nuovo decreto è sostenuta anche dai numeri. Secondo gli ultimi dati INAIL, nei primi sette mesi del 2025 gli infortuni sul lavoro sono calati dell’1,2% rispetto al 2024 e i decessi dello 0,7%. Numeri che sembrano positivi, ma nascondono criticità:
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Gli infortuni in itinere (nel tragitto casa-lavoro) sono aumentati dello 0,9%.
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I decessi in itinere hanno registrato un preoccupante +24,4%.
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Le malattie professionali sono cresciute del 9,9% rispetto all’anno precedente.
Questo quadro dimostra come, nonostante alcuni miglioramenti, il sistema abbia ancora ampi margini di intervento, specialmente in relazione a mobilità, stress e condizioni ambientali.
Le ricadute per le aziende
Per le imprese, il decreto rappresenterà una sfida ma anche un’opportunità.
Da un lato, sarà necessario rivedere i sistemi interni di gestione della sicurezza, aggiornare i percorsi formativi, dotarsi di strumenti digitali di tracciamento e garantire un ambiente libero da molestie e violenze.
Dall’altro, chi saprà anticipare i cambiamenti e investire seriamente nella sicurezza potrà trarne benefici concreti:
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Miglior reputazione presso clienti e stakeholder.
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Maggiore produttività, grazie a un ambiente di lavoro più sereno.
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Riduzione dei costi legati a infortuni e assenze prolungate.
Cultura della sicurezza: un valore strategico
Il decreto legge non va interpretato solo come un insieme di obblighi, ma come un cambio culturale. In Italia, troppo spesso, la sicurezza viene vista come un adempimento burocratico. Oggi il passo avanti richiesto è quello di trasformarla in un valore strategico, integrato nella mission aziendale.
Un’azienda che investe nella sicurezza non solo tutela i suoi lavoratori, ma costruisce una base solida per la propria crescita nel lungo periodo.
Le scuole come terreno fertile
Uno degli aspetti più innovativi del decreto è l’introduzione della cultura della sicurezza anche nei percorsi scolastici. Formare studenti già in giovane età significa avere in futuro lavoratori più attenti, responsabili e consapevoli. Questo passaggio rappresenta un investimento generazionale, che potrebbe cambiare in modo strutturale l’approccio dell’Italia alla sicurezza nei prossimi decenni.
Conclusione
Il decreto legge sulla sicurezza sul lavoro atteso per settembre 2025 rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di modernizzazione e rafforzamento del sistema di tutele. Innovazione digitale, formazione continua, tutela contro violenza e molestie, maggiore collaborazione tra istituzioni e parti sociali: questi sono i pilastri di una riforma che punta a ridurre infortuni, decessi e malattie professionali.
Per le aziende, la sfida sarà quella di trasformare l’obbligo in opportunità, adottando una visione della sicurezza non più difensiva, ma proattiva e strategica.
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