“Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male è che gli uomini buoni non facciano nulla. I ministri della Pesca dei vari Stati europei devono fermare le pratiche di pesca distruttive in alto mare”.
Con queste parole ha esordito Claire Nouvian, Presidente dell’Associazione Bloom e membro della DSCC (Deep See Conservation Coalition) durante una conferenza TEDx ospitata dall’Università di Amsterdam.
“Il mare profondo – ha detto ancora Claire Nouvian – nasconde e protegge migliaia di specie, moltissime sconosciute ma fondamentali per l’ecosistema marino. Sono specie molto delicate che hanno  generalmente una crescita molto lenta, maturano tardi sessualmente e possono metterci anche tre anni per far schiudere le uova. Cosa che le rende particolarmente vulnerabili allo sfruttamento eccessivo e soggette a un  serio rischio di estinzione”.

“Abbiamo depredato le acque di superficie e ora stiamo razziando il mare di profondità. Ma la pesca in acque profonde è altamente distruttiva, economicamente non sostenibile e viene pagata da tutti noi attraverso le sovvenzioni comunitarie.

Il sistema della pesca a strascico continua ad essere esercitato e a fare danni a causa dell’amicizia che lega alcuni deputati alla grande industria della pesca”.
Eppure, lo scorso dicembre, il Parlamento europeo ha votato una proposta di riforma che ha visto la sconfitta della visione industriale più distruttiva.
Oggi, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica è particolarmente rilevante considerato che il Consiglio dell’Unione sta attualmente valutando l’adozione delle proposta della Commissione Europea di riformare la pesca di profondità nell’Atlantico Orientale. I ministri e i rappresentanti permanenti dei vari Stati hanno tempo fino alla fine di maggio per sostenere e adottare questa proposta e lasciare un’eredità di cui le generazioni successive possano andare orgogliose.