Alis procede alla valutazione delle condizioni di illuminamento dei posti di lavoro attraverso misure strumentali con lo scopo di individuare eventuali criticità nella disposizione delle postazioni di lavoro rispetto alle sorgenti di luce naturale o carenze dell’impianto di illuminazione artificiale.

Inoltre, attraverso misure dei livelli di illuminamento e di luminanza verifica eventuali disomogeneità dell’illuminamento sul compito visivo e individua fenomeni di abbagliamento o situazioni di affaticamento visivo che possono crearsi per eccessivi contrasti di luminanza.

Il tutto in ottemperanza alle norme tecniche di riferimento (UNI EN ISO).

Illuminamento

Il D. Lgs. 81/08, al punto 1.10 dell’allegato IV, prescrive che i luoghi di lavoro devono disporre di sufficiente luce naturale e, in ogni caso, devono essere dotati di dispositivi che consentano un’illuminazione artificiale adeguata per salvaguardare la sicurezza, la salute e il benessere di lavoratori.
Tale impostazione normativa, che non prevede valori numerici di riferimento, richiede una valutazione delle condizioni di illuminamento di un ambiente di lavoro tale da soddisfare esigenze umane fondamentali quali:

  • buona visibilità: per svolgere correttamente una determinata attività, l’oggetto della visione deve essere percepito ed inequivocabilmente riconosciuto con facilità, velocità ed accuratezza;
  • confort visivo: l’insieme dell’ambiente visivo deve soddisfare necessità di carattere fisiologico e psicologico;
  • sicurezza: le condizioni di illuminazione devono sempre consentire sicurezza e facilità di movimento ed un pronto e sicuro discernimento dei pericoli insiti nell’ambiente di lavoro.

Per soddisfare queste tre esigenze fondamentali è necessario riferirsi a parametri qualitativi e quantitativi definiti per i sistemi di illuminazione naturale ed artificiale.

Le caratteristiche dell’ambiente luminoso

L’illuminazione di un ambiente deve fornire condizioni ottimali per lo svolgimento del compito visivo richiesto, anche quando si distoglie lo sguardo dal compito o per riposo o per una variazione del compito. L’impressione visiva di un ambiente è influenzata dall’aspetto delle superfici degli oggetti visivi principali (compito visivo, arredi e persone al suo intorno), del suo interno (pareti, soffitti, pavimenti, arredi e macchine) e delle sorgenti di luce (finestre e apparecchi d’illuminazione) e dipende principalmente dai seguenti parametri:

  • Distribuzione delle luminanze: la distribuzione delle luminanze influenza il livello d’impegno degli organi oculari; infatti, appena l’occhio si discosta dall’oggetto attualmente a fuoco inizia il processo di adattamento alle luminanze del nuovo campo visivo mirato. L’apparato visivo è soggetto ad affaticarsi in misura tanto più elevata, quanto maggiori sono le differenze di luminanza e contrasti di luminanza elevati possono provocare abbagliamento; per contro, luminanze e contrasti di luminanza troppo bassi possono influenzare le condizioni di visibilità e dar luogo ad un ambiente di lavoro monotono e non stimolante. Una luminanza di adattamento ben equilibrata è quindi necessaria per aumentare l’efficienza della prestazione visiva. Nell’equilibrata distribuzione delle luminanze è importante il fattore di riflessione ed il livello di illuminamento delle diverse superfici che compongono l’ambiente.
  • Illuminamento: la quantità di luce che cade sulle superfici influenza notevolmente la percezione visiva. La visione può essere resa difficoltosa da un difetto di illuminamento come anche da un eccesso in quanto possono insorgere fenomeni collaterali (es.: abbagliamento) che disturbano e alterano la visione. Nella scala degli illuminamenti raccomandati per gli ambienti interni il valore minimo adottato è di 20 lx (valore che in condizioni normali permette di riconoscere una persona dai tratti del viso) e quello massimo di 5000 lx. L’illuminamento dell’ambiente va correlato a quello presente nella zona del compito visivo e non deve presentare eccessive disuniformità all’interno del locale o tra ambienti comunicanti poiché il passaggio da zone scarsamente illuminate a zone illuminate può determinare abbagliamento o, nel passaggio inverso, creare difficoltà di adattamento visivo.
  • Abbagliamento: con questo termine si indica quella condizione visiva di discomfort e/o di riduzione della capacita di vedere che si manifesta quando nell’ambiente le luminanze non sono correttamente distribuite od i contrasti di luminanza sono eccessivi per la presenza nel capo visivo di sorgenti primarie di luce (abbagliamento diretto) o di superfici riflettenti (abbagliamento riflesso o di velo). Il controllo delle luminanze è quindi essenziale per evitare le conseguenze negative sulla prestazione visiva che sono riconducibili a due forme di abbagliamento:
  • abbagliamento molesto (discomfort glare) che produce una sensazione di sgradevolezza, di disturbo e disagio, senza necessariamente compromettere od impedire la visione;
  • abbagliamento debilitante (disability glare) che compromette, turba ed al limite impedisce la visione, senza necessariamente determinare discomfort.
  • Direzione della luce: l’aspetto generale di un ambiente è migliore se la struttura, le persone e gli oggetti al suo interno sono illuminati in modo tale che le forme e la tessitura delle superfici siano percepite in modo chiaro e piacevole. Questo effetto (modellato) si ottiene quando la luce proviene in modo predominante da una direzione e le ombre e le penombre che si formano danno rilievo alle cose ed espressione ai visi. La direzionalità della luce deve essere accuratamente determinata e ben equilibrata con l’illuminazione diffusa: infatti, se l’illuminazione è troppo direzionale si generano ombre troppo forti e nette, se è troppo diffusa, l’assenza di ombre nuoce alla buona visibilità e rende l’ambiente monotono o sgradevole.
  • Aspetti del colore: il risultato cromatico di un ambiente è dato dall’interazione tra la luce emessa dalle sorgenti, l’attitudine a riflettere le radiazioni che compongono la luce da parte delle superfici e la sensibilità dell’occhio a percepire i colori. L’apparato visivo è strutturato per una nitida percezione dei colori in condizioni di visione diurna: per questo, in presenza di luce artificiale, la prestazione visiva dipende dai requisiti di ordine cromatico delle sorgenti e dalla loro capacità di restituire una sensazione cromatica naturale degli oggetti e delle persone all’interno dell’ambiente.
  • Luce diurna: la presenza di luce diurna influenza le caratteristiche illuminotecniche di tutto l’ambiente. Le dimensioni, la disposizione e l’orientamento dei varchi di luce naturale sono quindi importanti in quanto in grado di condizionare l’ambiente visivo e, di conseguenza, l’affidabilità della prestazione visiva.

Illuminazione naturale

L’illuminazione naturale è l’illuminazione che si ottiene utilizzando la luce diurna, vale a dire quella parte di energia che il sole fornisce alla terra e che può essere diretta o riflessa dalla volta celeste e dalle varie superfici dell’ambiente esterno e interno.
Nell’illuminazione degli ambienti l’impiego della luce diurna è importante sia per la qualità della visione e le caratteristiche di gradevolezza ed accettazione da parte degli occupanti, che per ragioni connesse al risparmio energetico. Il contributo della luce naturale nell’illuminazione degli interni va inoltre privilegiato in quanto la presenza nell’involucro di un edificio di aperture verso l’esterno permette di cogliere le modulazioni del ciclo della luce a cui sono legate importanti funzioni fisiologiche e di mantenere un legame visivo col mondo circostante che è un bisogno psicologico elementare dell’uomo.
Per queste ragioni, l’illuminazione con luce naturale degli ambienti di lavoro deve essere adottata in tutti i casi in cui le attività o le lavorazioni non necessitano, per il loro stesso espletamento, di un’illuminazione naturale ridotta o assente. La luce diurna è caratterizzata da variazioni nel tempo di quantità, composizione spettrale e direzione ed il suo ingresso negli ambienti confinati dipende :

  • dalla località
  • dall’orientamento dell’edificio
  • dell’orientamento e dalle caratteristiche delle chiusure trasparenti,
  • dalla presenza nell’intorno di edifici od altri elementi del paesaggio.

Questi elementi devono essere tenuti presenti nella progettazione dei luoghi di lavoro per utilizzare efficacemente i vantaggi dati dalla luce diurna e minimizzare gli effetti negativi che possono derivarne, quali un eccessivo riscaldamento estivo e una elevata dispersione termica nel periodo invernale, attraverso scelte architettoniche e di materiali compatibili con un buon comportamento termico dell’edificio.
I principali parametri di controllo della luce naturale sono il livello di illuminamento ed i fenomeni di abbagliamento.

Illuminazione artificiale

L’illuminazione artificiale è quella prodotta dall’insieme dei corpi illuminanti intenzionalmente introdotti per lo svolgimento dei compiti visivi richiesti in quel determinato luogo e per compensare la carenza o l’assenza di illuminazione naturale.
La progettazione di un impianto di illuminazione deve perciò essere coerente con le caratteristiche dell’ambiente (dimensioni, forma, proprietà fotometriche delle superfici interne, presenza di luce diurna, ecc.), la sua funzione generale (commerciale, produttiva, sanitaria, ecc.) ed i compiti visivi degli utilizzatori. I principali parametri da considerare per progettare le condizioni illuminotecniche di un ambiente sono:

  • distribuzione delle luminanze
  • illuminamento
  • uniformità dell’illuminamento
  • abbagliamento
  • resa del colore
  • colore apparente della luce

Illuminazione di sicurezza

Tutti i posti di lavoro, in caso di pericolo, devono poter essere evacuati rapidamente ed in piena sicurezza. Un esodo rapido e sicuro presuppone che siano presenti percorsi senza ostacoli e adeguati alla natura dell’attività, alle dimensioni dei luoghi, al numero di persone presenti ed alla loro conoscenza dei luoghi, capacità di muoversi senza assistenza, ecc. e che tali percorsi, unitamente ai potenziali pericoli ed ai presidi di sicurezza e soccorso, siano sempre riconoscibili in modo certo ed immediato, anche in mancanza dell’illuminazione normale, per evitare pericoli per l’incolumità delle persone.
Col termine di illuminazione di sicurezza ci si riferisce ad un sistema d’illuminazione alimentato da una sorgente di energia indipendente e destinato ad assicurare, qualora venga a mancare la fonte d’alimentazione ordinaria dell’illuminazione artificiale, un’appropriata visibilità nell’intero spazio di mobilità delle persone durante l’evacuazione ed in quei luoghi ove è necessario portare a termine operazioni potenzialmente pericolose prima di allontanarsi.
Secondo le definizioni della norma UNI EN 1838:2000, l’illuminazione di sicurezza è un’applicazione specifica dell’illuminazione d’emergenza, termine generico comprensivo di diverse forme d’illuminazione finalizzate alla sicurezza delle persone oppure alla continuazione dell’attività per ragioni diverse dalla sicurezza delle persone.
Una corretta progettazione dell’illuminazione di sicurezza presuppone l’applicazione di disposizioni legislative, di norme tecniche ed un’attenta valutazione quel particolare luogo. Nelle disposizioni legislative che prevedono l’obbligo di predisporre l’illuminazione di sicurezza, solitamente non sono indicati, o lo sono solo in parte, i requisiti illuminotecnici di tale sistema di illuminazione. Il riferimento in questi casi è costituito dalla norma UNI EN 1838:2000 che definisce i requisiti minimi che devono essere soddisfatti per l’intero periodo di autonomia dell’impianto e per tutto l’arco di vita delle apparecchiature luminose.